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Crotone_presidente_Gualtieri Si è chiuso con i gran botti il mercato di “riparazione” della squadra Pitagorica. Una serie di acquisti bomba che ha lasciato a bocca aperta quasi tutti gli addetti ai lavori. Nel giro di pochi giorni si sono perfezionati acquisti di eccezionale spessore qualitativo, riuscendo anche a dare una sfoltita ai costi di bilancio, piazzando i calciatori ritenuti in esubero e perfezionando così le cessioni di Coresi (Sorrento), Daud (Lumezzane), Di Matteo (Vicenza), Mei (Lumezzane), Quondamatteo (Ternana), Scognamiglio (Cosenza) e Pedotti (Lecco). Sono arrivati a Piazza Pitagora il portiere Paolo Castelli, dal Milan il difensore Digao (il fratello del noto fuoriclasse Kakà) e dal Taranto, Federico Viviani, poi il giovane centrocampista Laziale Riccardo Perpetuini e i grandi colpi Andrea Russotto, giovane promessa del calcio italiano che ha vestito la maglia di tutte le nazionali fatta eccezione ovviamente di quella maggiore e l’esperto attaccante esterno Daniele Degano che ritorna alle origini della cadetteria dopo una breve comparsata al Pergocrema nella Lega Pro.

Il vero colpaccio crotonese si chiama però Ciro Ginestra prelevato dal Gallipoli dopo un instancabile corteggiamento, proprio quando ormai nessun tifoso RossoBlù osava più sperare. Inutile presentarlo: attaccante moderno in grado di rivestire tutti i ruoli del reparto offensivo, cecchino devastante da ogni posizione, segna e manda in rete i compagni con altrettanta facilità. La vera novità è che per la seconda volta nella sua storia lo Squalo mira a costruire un gruppo di qualità col celato sogno della massima serie. Una progettualità che il Crotone ha saputo appalesare nelle serie inferiori dove ha dimostrato come sia stato spesso costruito per vincere, unendo l’audacia alla fortuna. Solo una volta però, in Serie B, aveva provato a fare sul serio, tentando di unire ad un gruppo già solidissimo, calciatori dal “portafogli largo”. Infatti il collettivo Pitagorico, sotto la guida presidenziale di Raffaele Vrenna, aveva già fatto le cose in grande nella stagione 2001/2002, associando a una squadra ben collaudata (presenti Deflorio e Juric, Pecorari e Giampà tra gli altri) due nomi di grido, il roccioso Zanoncelli e soprattutto il bomber Ciccio Artistico.

Incredibilmente quella squadra finì addirittura col retrocedere, raccimolando la pochezza di 25 punti, praticamente gli stessi che ora la squadra di Lerda può vantare. Questa volta quindi la premessa per fare tutt’altro cammino c’è e i dirigenti con l’ormai rinomato talent scout Beppe Ursino, hanno puntato a calciatori nel pieno della maturità, ma soprattutto con la fame e la voglia di lasciare il segno, umili e decisi a far sorridere la città calabrese. A Crotone è cambiato il vento: la serietà appalesata negli anni, i buoni rapporti coi grandi club, le imprese nei numerosi campionati, una semina lunga quasi due decenni sta portando finalmente i tanto sperati frutti.

Calciatori che pochi anni prima rifiutavano l’ingaggio, ora rinunciano a uno stipendio maggiore, come Degano, altri che si fanno coccolare dal corteggiamento e dal fermo temperamento dei dirigenti, come Ginestra che non ha ceduto alle lusinghe della blasonata Brescia pur di vestire la casacca RossoBlù. Tutto ciò per un solo scopo.. ottenere la salvezza e far l’occhiolino alla prossima stagione, quando a questa squadra basterà aggiungere qualche altra spruzzata di qualità per poter veramente ambire a qualcosa di più serio. Mai le parole del Presidente Gualtieri e del vice-presidente Gianni Vrenna furono più azzeccate: “Pensiamo a raggiungere i 52/54 punti eppoi chi lo sa, l’anno prossimo ne potremo vedere delle belle”.

L’obiettivo è quindi sostanzialmente uno: salvarsi per poi cementificare un’ossatura che possa essere ottimizzata nella prossima stagione per provare a far sognare i tifosi. Il Crotone attualmente per la verità non ha iniziato nel migliore dei modi la prima parte del girone di ritorno. Ben 4 sconfitte consecutive (Ascoli, Sassuolo, Brescia e il recupero di Mantova) e una drastica involuzione sul piano fisico e motivazionale. Prima della pausa natalizia la squadra di Lerda sembrava essere la più in forma della cadetteria. Gioco spumeggiante, risultati importanti, collettivo pronto a vere e proprie imprese come quella dell’Olimpico, dove Gabionetta e compagni affondarono il Torino. Poi la pausa e la successiva fase di appannamento.

Nonostante tutto è sempre maturata nei pensieri della tifoseria la sensazione che lo Squalo potesse raggiungere la quota salvezza con relativa tranquillità. Ora quell’idea potrebbe tramutarsi in sicurezza. Nelle mani di Lerda l’instancabile società RossoBlù ha messo uno squadrone che può far paura a chiunque. Resterà da vedere come al solito se il prato verde rispetterà o meno le ipotesi della carta. A cominciare dall’importantissima sfida di sabato contro il temibile Empoli.

Andrea De Marco – www.calciopress.net

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