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Platini La decisione sulla scelta della sede per la disputa di Euro 2016 è ormai alle porte. Entro il 15 febbraio andrà presentato il dossier alla Uefa (nella foto: Michel Platini). Nel consiglio Federale del 9 febbraio il presidente della Figc, Giancarlo Abete, dovrà tirare le somme. La candidatura italiana penalizzata dalla legge sulla costruzione dei nuovi stadi, da tempo arenata alla Camera.  

La battaglia per l’aggiudicazione di Euro 2016 entra nel vivo. I governi sono impegnati in una lotta senza quartiere per farsi assegnare una manifestazione che darà lustro alla nazione ospitante. Sarà la prima volta che il torneo per l’assegnazione del titolo di Campione d’Europa si giocherà con 24 squadre. Una strada che la Uefa, presieduta da Michel Platini, ha deciso di imboccare senza mezzi termini puntando su una fase a eliminazione diretta con 16 squadre che catalizzerà l’attenzione dei tifosi di mezzo continente.

Gli investimenti messi in ponte da chi ambisce a diventare il paese ospitante della manifestazione saranno assai cospicui. In questa classifica l’Italia non è in prima fascia, con i suoi 600 milioni di euro messi sul tappeto dal governo Berlusconi. La Francia, tanto per citare il nostro avversario più tenace, ha messo in bilancio un budget più che doppio.

Il fatto è che le scadenze incombono. Entro il 15 febbraio andrà consegnato il dossier all’Uefa. In occasione del Consiglio Federale, in programma martedì  9 febbraio, il presidente Giancarlo Abete dovrà necessariamente tirare le somme su una questione che sta diventando pressante.

L’Italia sembrerebbe pronta, almeno sulla carta. Sta infatti per essere approntato il dossier (si tratta di ben 900 pagine, suddivise in 19 capitoli) messo a punto dal project manager, Michele Uva. Dopo il 15 febbraio, la Uefa procederà a un giro di ispezioni, alle quali seguirà la decisione finale.

Il problema che penalizza la nostra candidatura è rappresentato dalla vetustà degli impianti italiani. La legge sulla costruzione dei nuovi stadi, sostenuta con grande passione dal sottosegretario Crimi, si è infatti arenata da un pezzo alla Camera.

La Figc ha deciso di puntare su dodici stadi, tra i quali saranno scelti i nove che dovrebbero ospitare la manifestazione. Alcune città hanno già rinunciato alla candidatura (Bologna e Genova). In altre gli stadi sono da rifare (Cagliari, Palermo e Torino). Il nuovo impianto di proprietà della Juventus è già a buon punto. Le altre città prescelte sono Bari, Cesena, Firenze, Milano, Napoli, Parma, Roma, Udine e Verona.

La Figc e il governo italiano si stanno impegnando al massimo per cancellare lo smacco subito in occasione dell’assegnazione di Euro 2012 a Polonia e Ucraina. L’Italia presentò un dossier di tutto rispetto, ma fu battuta anche per ragioni estranee alla pura questione logistica. Il ministro di allora, Giovanna Melandri, versò lacrime amare.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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