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Gallipoli_-_Vincenzo_Barba La pace sottoscritta tra il presidente Daniele D’Odorico e l’allenatore Giuseppe Giannini non risolve i tanti problemi che agitano il Gallipoli. La formazione salentina, che nonostante tutto occupa una buona posizione nella classifica generale della serie B con 30 punti (appaiata al Cittadella), è ora impegnata su altri due fronti, Vale a dire la questione dei presunti assegni scoperti consegnati ai giocatori in avvio di stagione e la nuova sortita dell’ex presidente Vincenzo Barba (nella foto) che invita D’Odorico a saldare quanto a suo tempo pattuito per l’acquisto del club giallorosso.

Con un comunicato stampa Daniele D’Odorico ha voluto intervenire direttamente sulla vicenda degli assegni scoperti consegnati ai giocatori in avvio di stagione. Ecco il testo integrale “A margine della conferenza stampa svoltasi nella giornata di ieri presso l’Hotel Gallipoli Resort, in cui si è sancita la grande unità di intenti tra la società e la squadra, con cui abbiamo la ferma intenzione di giungere al termine del campionato per conseguire una salvezza storica per il Gallipoli Calcio nella serie cadetta, pur assumendomi la responsabilità delle tante difficoltà con cui quotidianamente stiamo proseguendo il nostro campionato, in riferimento al comunicato dei calciatori avverto soltanto l’esigenza di puntualizzare che il sottoscritto non ha mai, e poi mai, emesso a sua firma alcun assegno senza la dovuta copertura. Parla per me la mia storia imprenditoriale e quella della mia famiglia,”, continua il presidente, “una storia a cui tutti possono attingere per verificare la veridicità di questa affermazione. Ciò che è successo a Gallipoli è stato un errore tecnico della vecchia dirigenza, a causa del quale io, stesso l’ho rimossa in toto poiché ho ritenuto l’accaduto cosa gravissima e inaccettabile. Ma trovo altrettanto grave accostare tali azioni scellerate al mio nome. Quanto poi ai problemi del campo, dello stadio, degli spogliatoi, delle docce, dell’acqua calda e dell’acqua fredda (sempre cose di inaudita gravità per professionisti che calcano i campi delle serie cadetta) mi piacerebbe evidenziare, anche in questo caso, che tali questioni dovrebbero riguardare ben altri destinatari”.

Si registra però un secondo comunicato, una sorta di lettera aperta con la quale l’ex presidente del Gallipoli, Vincenzo Barba, chiede il pagamento di quanto pattuito per la cessione del club. Nonostante la sua lunghezza, riteniamo doveroso riportarla integralmente. “Caro Presidente D’Odorico, mi ero ripromesso di non rispondere alle provocazioni che hai lanciato nei miei confronti e nei confronti dell’intera comunità gallipolina da tutte le emittenti del Salento, dalle quali, la scorsa settimana, sproloquiavi a reti unificate. Volevo aspettare, per responsabilità e amore verso Gallipoli e il Gallipoli, l’esito della partita con il Grosseto per evitare, con le tue polemiche, di essere d’intralcio al lavoro del nostro amico Giuseppe Giannini, persona che stimo immensamente e che io portai in riva allo Jonio insieme al Direttore Gino Dimitri per raggiungere il fantastico traguardo della Serie B. Un traguardo che abbiamo raggiunto a seguito di una programmazione altamente manageriale e con tantissima serietà comportamentale. Dicevo volevo aspettare l’esito della gara per tornare a dirti quello che penso di te. Ma anche in questo ennesimo guaio sei stato, al solito, più veloce di tutti a precederci, meritando, almeno in questo, sicuramente il primo premio. Adesso, però, non posso più tacere e devo dirti pubblicamente ciò che è giusto tu sappia. Quando l’estate scorsa siete venuti, tu ed il tuo amico Fioretti, implorandomi di vendere il Gallipoli, vi ho spiegato per filo e per segno qual’era la realtà dei fatti: Gallipoli non era una città di dieci milioni di abitanti come Tokio; il nostro stadio comunale non era il Maarcanà o l’Old Trafford; gli incassi per la vendita dei biglietti non erano quelli del Napoli o della Roma; il merchandising che gravita intorno alla nostra squadra è leggermente inferiore a quello dell’Inter, del Milan e della Juventus; gli sponsor che ci coadiuvano non sono quelli che fanno la fila per scrivere il loro nome sulle maglie del Real Madrid o del Chelsea; il bilancio dell’Amministrazione Comunale di Gallipoli non è quello di Parigi o di New York e le pochissime risorse a disposizione devono essere destinate dapprima ai problemi sociali della quotidianità e solo in maniera residuale, quando ne restano, al pallone e al divertimento. Insomma, caro signor D’Odorico, di cosa ti lamenti? Di cosa non eri a conoscenza? Cosa non ti era chiaro quando sei venuto nel mio studio? Pensi forse che il sottoscritto ha conseguito una promozione dietro l’altra ricevendo prebende dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune? Pensi forse che i nostri successi fossero figli delle munifiche elargizioni di mega-sponsor e maxi-partner? Se siamo arrivati dove siamo arrivati lo dobbiamo esclusivamente alle nostre forze, alle nostre capacità, al nostro duro lavoro, al nostro entusiasmo e, certamente non da ultimo, alle nostre tasche. La differenza tra me e te sai qual’è? usi e notorietà e fai il giro delle televisioni, io rifuggivo dagli applausi e dicevo alle persone: “Non tenete le mani in alto, direzione cielo, per tributarmi standing ovation, ma abbassatele verso terra, direzione tasche, e contribuite al bene del Gallipoli”. Come è andata a finire lo sapete tutti. Quanto a te, caro D’Odorico, ed è l’ultima volta che lo dico: quando pensi di onorare il tuo debito nei miei confronti? Quando immagini di scucire la tasca per pagarmi il dovuto? Io, ad oggi, ripeto, non ho ricevuto un solo euro. Ti sfido pubblicamente a provare il contrario e non soltanto a ciarlare invano. Altro che vai in giro dicendo di aver già pagato la cifra esorbitante che supera il milione e mezzo. Ma milione e mezzo di che? Di vecchie lire o di dollari? E se di dollari, di dollari statunitensi o dollari canadesi? Per favore cerchiamo di essere seri!!! Il messaggio che ti ripeto é sempre lo stesso: onora gli impegni presi e sottoscritti con me e con il resto del territorio, fai il bravo e poi, se puoi, decidi come vuoi. Certamente non verseremo lacrime di coccodrillo dal momento che qui da noi c’è gente seria che, in qualsiasi momento, può prendere in mano la situazione e portare a termine la missione, dopo, però, l’obbligatorio ed indispensabile pagamento da parte tua delle più svariate situazioni contabili. Quanto innanzi nella consapevolezza che è meglio essere vedovi, caro D’Odorico, che schiavi dell’amor”. 

Redazioneweb – www.calciopress.net

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