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Lecce_esultanza In testa alla classifica delle serie B si è formata una coppia che occupa saldamente la posizione di vertice e non sembra disposta a mollare. Lecce e Sassuolo hanno 45 punti e staccano le due seconde (Cesena e Ancona) di cinque lunghezze, una distanza di sicurezza che per ora può bastare. Oggi, per la 25a giornata di campionato, sono impegnate in casa. Il Lecce affronta il Modena (che vuole rientrare in area promozione) e il Sassuolo se la vedrà con il Gallipoli (reduce da una settimana a dir poco tormentata). Giallorossi salentini e neroverdi emiliani al comando: due formazioni che non potrebbero essere più diverse.

Il Lecce (13 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte, con 39 reti segnate e 25 subite), club navigato e di blasone, dispone di una rosa di primo livello per la categoria. L’organico, già straordinario, durante il calciomercato invernale è stato ulteriormente potenziato con l’arrivo del centrocampista Loviso e dell’attaccante Di Michele. Due rinforzi che hanno iniettato un’altra scorta di tigre nel motore già potente e rodato della squadra salentina. La rosa, equilibrata in tutti i reparti e all’altezza di ogni eventuale rotazione, è guidata in panchina con mano esperta da un allenatore di grande esperienza come Gigi Di Canio. Un club che, già ai nastri di partenza, aveva le carte in regola per trovarsi dove si trova.

Il Sassuolo (12 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte, con 38 reti segnate e 22 subite) è un neofita della categoria. Con questo fantastico risultato ha raggiunto il punto più alto della sua storia calcistica. La formazione neroverde, che gioca le partite interne allo stadio Braglia di Modena, non può certo gareggiare in quanto a organico con i nomi che fanno spicco nella rosa degli avversari salentini. Il club emiliano, che ha però alle spalle la forza finanziaria della Mapei, punta tutto sul collettivo e sulla solidità di uno spogliatoio granitico anche se non manca qualche elemento di spicco (Noselli, Salvetti e Zampagna, tanto per fare dei nomi). Un altro otout è rappresentato dall’assenza di pressioni ambientali che consente di lavorare in piena serenità a un tecnico emergente come Stefano Pioli, davvero bravo ad arrivare al punto in cui è arrivato.  

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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