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Hellas_Verona_azione_in_area_rigore(CALCIOPRESS)  – Mancano dieci giornate alla fine del campionato. Con trenta punti ancora da assegnare, nulla si può considerare ovviamente deciso. Tuttavia l’Hellas Verona, nonostante la mezza battuta d’arresto al Bentegodi con un Potenza duro da mordere, resta capolista solitaria. La provvidenziale rete di Ciotola, in pieno recupero, consente ai gialloblù di tirare un respiro di sollievo dopo aver rischiato la seconda battuta d’arresto interna con la truppa del vulcanico Capuano (i lucani avevano già vinto a Verona in Coppa Italia). Fatto sta che, complice l’andamento lento che caratterizza dall’esordio il girone B, le altre non ne hanno saputo approfittare. Il vantaggio degli scaligeri di Remondina sulle seconde è salito, viceversa, da sei a sette lunghezze. Quando questo avviene in una giornata di luna storta, va interpretato come un segno del destino. O no?

Alle spalle dell’Hellas è bagarre, con otto squadre raggrumate nell’arco di cinque punti. La coppia delle seconde, formata da Pescara e Ternana, insegue staccata di sette lunghezze. Un margine di relativa sicurezza per la capolista, a questo punto del campionato. Il rendimento esterno degli abruzzesi resta precario, anche dopo il cambio di panchina. Di Francesco, subentrato all’esonerato Cuccureddu, non ha saputo imprimere la svolta necessaria per rilanciare la squadra lontano dall’Adriatico. A loro volta i rossoverdi di Domenicali alternano ottime prestazioni, come quella di domenica al Liberati che ha consentito di rimandare battuto a casa proprio il Pescara agganciandolo in classifica, a prove assai opache. Il difetto principale degli umbri resta dunque la continuità di risultati. Ad ogni modo sono sempre lì, pronti ad approfittare dei passi falsi delle altre.

Un’altra coppia insegue a otto punti. E’ formata da Reggiana e Portogruaro, squadre che hanno le potenzialità per arrivare fino in fondo senza uscire dalla zona promozione. Un elogio particolare ai veneti di Calori, vera sorpresa del torneo. Domenica hanno battuto il Rimini, che Melotti proprio non riesce a registrare quando gioca in trasferta (dieci le sconfitte esterne collezionate finora), ricacciandolo in una zona di mediocrità che collide con le ambizioni societarie.

L’area virtuale dei playoff si chiuderebbe qui. Ma Cosenza, Taranto e Ravenna non sono certo disposte a farsi da parte proprio ora. I silani di Toscano hanno un po’ rallentato in casa (nel turno scorso sono stati bloccati sul pari dal Ravenna), ma in casa jonica si parla ancora di promozione diretta (su questi toni continua a esprimersi il presidente D’Addario) e i giallorossi di Esposito sono tutt’altro che remissivi.

Detto che Virtus Lanciano e Spal, grazie alle vittorie interne di domenica, si attestano provvisoriamente in una posizione di relativa tranquillità, tutte le altre rischiano grosso. La zona retrocessione impegna almeno sette squadre: dai 29 punti della Cavese (cui Stringara ha cambiato faccia) fino ai 22 della coppia di coda formata da un Potenza che non molla e dal Pescina Valle del Giovenco che sembra invece arrancare non poco. Andria e Giulianova non riescono a disincagliarsi: i pugliesi se la vedranno domenica prossima al Degli Ulivi con la capolista Hellas (imbattuta fuori casa, dove non ha mai subito una rete) e il Giulianova affronterà al Rubens Fadini un Taranto che ha voglia di spaccare il mondo. Resta molto delicata anche la situazione di Real Marcianise e Foggia, che hanno pareggiato nello scontro diretto giocato al Progreditur. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net 

Classifica: Hellas Verona 45, Pescara e Ternana 38, Portogruaro e Reggiana 37, Cosenza e Taranto 35, Ravenna 34, Rimini 33, V. Lanciano 31, Spal 30, Cavese 29, Andria 28, Giulianova 26, R. Marcianise 25, Foggia 24, Pescina VdG e Potenza 22
 

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