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Baggio_Cordeschi(CALCIOPRESS) – Esce oggi in edicola il primo dvd della collezione “Io che sarò Roberto Baggio” (edita dalla Gazetta dello Sport). Io che ho sempre definito il Divin codino come l’ultimo dei mohicani del calcio italiano non potevo non correre in edicola ad accaparrarmi una copia. Un altro cimelio di Baggio che si va ad aggiungere agli altri che ho in casa mia. Di Baggio ho tante cose, vari cd, dvd e una foto scattata con lui nel sottopassaggio degli spogliatoi del Porta Elisa di Lucca quando Baggio venne a giocare a Lucca con la Nazionale. Tutti ricordi che custodisco gelosamente, lontano da possibili involontari attacchi di moglie e figli. Cose di cui non mi libererei, per nessuna ragione.

Mi reco quindi in edicola e di corsa a casa. Apro il dvd e lo inserisco nel lettore. Mi siedo comodo sul divano, nessuno attorno a disturbarmi. Mi guardo prima gli extra e poi inizio con il film. Partono le prime scene, i primi dialoghi di Baggio, le immagini dei suoi gol e delle sue giocate.Mi rendo conto allora di aver fatto una “cazzata”: quel dvd non avrei mai dovuto comprarlo. Sale la commozione, mi prende un groppo in gola e, non lo nego, cerca di spuntare addirittura qualche lacrimone.

Si parla soprattutto dell’addio al calcio di Roberto Baggio e del tributo offertogli da uno stadio di San Siro vestito a festa, per salutare il campione che giocherà la sua ultima partita con la maglia del Brescia. Si parla del suo ginocchio malconcio e degli infortuni devastanti con i quali ha dovuto fare i conti in carriera. Una delle cose che ci accomunano. Il dolore, la paura, l’intervento chirurgico, il recupero, sempre vissuti con la voglia di tornare presto a calcare i prati verdi dei campi di calcio. Il dvd scorre che è una meraviglia. Le testimonianze di genitori, figli e amici ti fanno capire come lui fosse Baggio, e basta. Toccante e simpatico il racconto di Carletto Mazzone, che Baggio ricorda con particolare attenzione.

Non so se acquisterò l’intera collezione. O meglio, so che lo farò sicuramente. Non potrebbe essere altrimenti. Mi rendo conto però di una cosa e cioè che non ho mai fatto il tifo per una delle squadre in cui Baggio ha militato. Non ho mai avuto una passione tanto intensa per un giocatore come quella che ho avuto per lui. Una sensazione che mi accompagna ancora adesso, nel ricordo del giocatore di allora e dell’uomo che è diventato oggi. Sono legato a Baggio quasi fosse il fratello che non ho mai avuto. Forse perché, in fondo, sono “Io che avrei voluto essere Roberto Baggio”. 

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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