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arbitri_Rocchi Chi sperava in una giornata favorevole alle inseguitrici della capolista Inter è rimasto deluso. I nerazzurri, privi di molti titolari, escono dal Friuli con i tre punti in tasca. Regge il passo solo il Milan che si sbarazza dell’Atalanta, ma perde Pato per un brutto infortunio muscolare. La Roma non va al di là del pari con il Napoli. Brutto scivolone interno della Juventus, affondata da un Palermo sornione e cinico. Male in coda il Livorno, sconfitto nel derby con il Siena. A fine gara contestazione dei tifosi granata fuori dall’Armando Picchi.

GLI ANTICIPI: CataniaBari e Lazio Fiorentina hanno aperto la 26a giornata di campionato. I rossoblu etnei si sono imposti con un rotondo 4-0 sulla squadra di Ventura, giunta alla quarta sconfitta consecutiva. Eppure i galletti non hanno giocato una brutta partita, ma il momento dei biancorossi è decisamente sfortunato. In serata pareggio della paura tra Lazio e Fiorentina, in uno stadio Olimpico deserto per la protesta dei sostenitori biancocelesti. La Lazio ci prova, va in vantaggio, ma viene raggiunta nei momenti finali dal primo gol in serie A di Keirrison. Un punto che non va incontro alle esigenze delle due squadre ma che, in un momento così particolare, serve a muovere la classifica.

LA GIORNATA: Doveva, o meglio poteva, essere la giornata di Milan e Roma, pronte ad approfittare di un possibile passo falso dell’Inter. I nerazzurri si recano a Udine con una formazione largamente rimaneggiata, anche per una compagine che vanta il miglior organico del campionato. I presupposti per una battuta di arresto arrivano subito: passano appena due minuti dal fischio di inizio e Pepe insacca alle spalle di Julio Cesar. Niente da fare. L’Inter inizia a macinare gioco dando vita a quella che sarà la giornata di Balotelli e Maicon. L’Udinese c’è, con Di Natale e Sanchez ispiratissimi, ma la squadra di Mourinho non è intenzionata a fare regali. Un 2-3 finale, spettacolare e con tanti brividi per i tifosi presenti al Friuli. All’ultimo secondo la traversa spegne l’ultimo assalto dei bianconeri, che escono dallo stadio tra gli applausi dei propri sostenitori.

Il Milan prosegue nel suo inseguimento e lo fa sbarazzandosi dell’Atalanta che non riesce quasi mai ad impensierire i rossoneri. Una partita mai in discussione, tranne che per pochi istanti, dopo il gol di Valdes. La notizia del giorno (e non è una buona notizia) è l’infortunio di Pato, che dovrà saltare le trasferte di Roma e Manchester a causa di un infortunio muscolare. La Roma spreca ed impreca. Al San Paolo, davanti a sessantamila spettatori i giallorossi, in vantaggio di due reti si fanno rimontare da un Napoli mai domo. Una bella partita, caratterizzata anche da alcune decisioni arbitrali di Rizzoli, che alla fine però non hanno compromesso il buon andamento dell’incontro. Un pareggio giusto nella sostanza e un punto che comunque muove la classifica di entrambe le squadre, in corsa per la Champions. Censurabili i cori (zingaro…zingaro) dei sostenitori napoletani verso il romanista Vucinic.

Un Chievo tutta grinta riesce ad avere ragione del solito buon Cagliari. I rossoblu isolani, privi del metronomo Conti, faticano più del solito a mantenere i ritmi di giocopur contando su un Cossu versione Nazionale (prima convocazione per l’esterno cagliaritano). I gialloblu di mister Di Carlo mettono in campo tanta voglia di vincere e, quando non segna Pellissier, ci pensano due giocatori al loro primo gol in serie A. Prima De Paula (lo scorso campionato al Foligno in Prima Divisione) e poi Granoche siglano le reti che permettono agli scaligeri di riprendere il cammino verso la salvezza, che ora appare più vicina.

Il Genoa che non ti aspetti, o forse il Bologna dei miracoli. Questa in sintesi la gara tra due squadre che hanno dato vita a una partita vibrante e giocata su ritmi elevati, a dispetto delle condizioni meteorologiche avverse. E’ il solito Genoa pimpante, veloce e spietato sotto porta. Ma non ha fatto i conti con la giornata di grazia di Adailton, rispolverato da Colomba e autore di una tripletta. Un Bologna mai domo, anche quando si è trovato in svantaggio e che ha sempre risposto a un Genoa che, forse, ha avuto il torto di cercare a tutti i costi la vittoria. Il Parma si impone sulla Sampdoria con un gol di Zaccardo, ma i liguri recriminano per una decisione dell’arbitro Rocchi di Firenze che, in primis, decreta un penalty a favore della squadra di Del Neri e poi torna sui propri passi. La curiosità è data dal fatto che il suo assistente non segnala anomalie al direttore di gara, tanto che si porta nella zona prevista per assistere alla battuta dagli undici metri. Ma allora perché Rocchi fa marcia indietro, quando era a pochissimi metri all’azione incriminata? E’ possibile che il suggerimento sia venuto tramite auricolare, chissà da dove? Questo non è dato a sapersi, ma di certo si è trattato di una situazione molto anomala. Contestazione a Livorno, dove il Siena vince e spera ancora. Non si riesce a capire da dove nasca il nervosismo che gli amaranto hanno fatto notare in campo. Una gara spareggio che ha fatto intuire come questo Livorno sia fragile più sotto il profilo psicologico che fisico. La contestazione a fine gara, rivolta verso il presidente Spinelli, è l’epilogo di una giornata vissuta pericolosamente e che sospinge i labronici in una posizione di classifica poco invidiabile. Bene il Siena, mai domo e con un Maccarone ispirato. Salvarsi sarà difficile, ma tentar non nuoce.

IL POSTICIPO: Juve e Palermo danno vita ad un posticipo assai strano. Primo tempo a vantaggio dei padroni di casa, che però non riescono ad impensierire quasi mai la retroguardia ospite. Un dominio sterile quello della squadra di Zaccheroni, che non riesce a verticalizzare con  Diego spesso fuori dalla manovra e Trezeguet abulico. Anche quello che sembrava essere il capitano ritrovato, Alex Del Piero, non sfodera la sua migliore prestazione e la Juve ne risente. Il Palermo da par suo, a fronte di una prima frazione di gara sorniona e attendista, sfodera una ripresa più incisiva con Pastore e Miccoli sugli scudi, sempre pronti a sfruttare le ripartenze. Il gol di Miccoli, una perla di rara potenza e precisione, piega le gambe a una Juve già in affanno. La seconda rete di Budan ne è la palese conferma. Zaccheroni si lamenterà a fine gara delle molte assenze. Ma quelle pesavano anche su Ferrara.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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