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lazio_tifosi(CALCIOPRESS) – Ormai la Lazio è una squadra in balia di se stessa e delle sue paure, ancor più che degli errori fatti dalla dirigenza e proseguiti da uno staff tecnico incapace di far reagire una compagine che (almeno sulla carta) non dovrebbe navigare al quart’ultimo posto in classifica. L’avvento di Reja e la vittoria al suo esordio avevano ingannato tutto l’ambiente, un po’ come accaduto con Ballardini e il successo nella Supercoppa di Lega. Questa è una squadra che convive con l’angoscia del risultato, che giocoforza ne condiziona le prestazioni. Ai biancocelesti manca tranquillità e consapevolezza dei propri mezzi. I giocatori sembrano aver smarrito la forza di un gruppo che, sebbene tra mille difficoltà, era sempre rimasto forte e compatto.

Il rientro in rosa di Ledesma aveva fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte di chi vedeva in questa operazione una ricomposizione tra le parti. Se da una parte questo è stato vero, dall’altra non si può dire che le cose siano cambiate radicalmente. Nè poteva essere altrimenti, visto che comunque un solo giocatore non potrà mai fare una squadra. A complicare le cose anche la decisione del tecnico di mettere in naftalina Zarate. Questo ha comportato la nascita di quello che da molte parti è stato visto come l’ennesimo caso di questa stagione. Il ragazzo ha risentito fortemente di questa situazione, tanto che le conseguenze si sono viste nella reazione esagerata del giocatore (che gli costerà un paio di turni di stop).

Lo stesso Reja è apparso contagiato dal nervosismo che alla Lazio è un dato di fatto. Anche per lui si attende la squalifica, come si teme possa arrivare per Rocchi pizzicato dalle telecamere a imprecare in malomodo. Con 26 punti nel carniere (solo tre in più del Livorno) – a fronte di 5 vittorie, 11 pareggi e altrettante sconfitte, 22 gol all’attivo (solo il Livorno ha fatto peggio) e 30 al passivo – la Lazio si ritrova a fare i conti con un campionato di coda al quale da anninon era abituata. Questa è una delle componenti che preoccupano, e molto, i tifosi laziali. L’unica nota positiva è data dalla lentezza con cui i muovono le principali antagoniste.

Però bisogna fare attenzione. Se è vero che Livorno, Atalanta e Siena non stanno facendo passi da gigante, è anche vero che le tre inseguitrici della Lazio hanno dimostrato di essere vive e di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo in tutte le gare che hanno sin qui disputato. Un atteggiamento che alla Lazio è venuto meno già da diverse giornate. La passività con cui i biancocelesti stanno affrontando il campionato è assai preoccupante. Attenzione, quindi, perché in casa Lazio il rischio di cadere in depressione sportiva è alto in questo momento. Davanti, Udinese e company potrebbero allungare e le altre appena dietro accorciare. Perdere il treno in questo momento delicato della stagione potrebbe portare su un binario morto.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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