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Hellas_Verona_tifosi I tifosi dell’Hellas sono in ansia. Temono di vedersi scivolare dalle mani un traguardo che, ormai, credevano a portata di mano. La promozione diretta in serie B sembrava a un passo, ma è una certezza che rischia di traballare se non ci sarà una decisa virata nell’atteggiamento della squadra.

Le ultime tre partite della formazione scaligera (due delle quali giocate al Bentegodi davanti ai soliti 15mila stupefacenti “butei”) avrebbero dovuto mettere il sigillo al campionato. E invece sono state un mezzo calvario. Appena due punti aggiunti alla classifica. Dopo l’amaro pareggio con il Potenza è arrivata, infatti, la seconda sconfitta interna del torneo. Con la Reggiana mister Remondina, finito nell’occhio del ciclone, si sarebbe dovuto accontentare. Un punto avrebbe mantenuto intatta la distanza con i granata, che restano l’avversario più pericoloso sulla strada del passaggio diretto in cadetteria.

Il fatto è che le altre continuano ad andare maledettamente piano e non ce la fanno proprio a rosicchiare punti agli scaligeri. Questa è la terza serie nazionale, nella quale l’Hellas si trova intrappolato da tre anni, e non solo nel girone B. Nell’altro raggruppamento la Cremonese è stata capace di prendere quattro pappine al Curi con il Perugia nel posticipo e di sommergere sotto tre reti il Benevento, dopo una manciata di giorni, nella tana del Santa Colomba. Mai dire mai, in Prima Divisione di Lega Pro.

Resta fermo che, fino a prova contraria, l’Hellas ce la può fare. Remondina deve solo riuscire a mantenere alta la concentrazione del gruppo e compatto lo spogliatoio. Ha tre assi nella manica, e vanno sfruttati fino in fondo, per centrare un bersaglio troppo importante per correre il rischio di fallirlo in una stagione così favorevole.

La squadra gialloblù perde pochissimo e ha subito solo due sconfitte (entrambe al Bentegodi), a conferma di una solidità di impianto che non può essere messa in discussione da qualche evento avverso. In trasferta è fortissima, non ha mai dovuto piegare la testa e non ha ancora subito reti. Infine, the last but not the least, può contare su una tifoseria eccezionale e che ha rari riscontri nel panorama calcistico italiano.

I “butei” sono chiamati oggi a un ultimo sforzo. Devono prendere per mano l’Hellas e condurlo fino al traguardo. Esattamente come hanno fatto nel primo anno di C1, quando salvarono con il loro sostegno una squadra con un piede nella fossa e in cammino verso una esiziale retrocessione in C2. Un doppio capitombolo, dopo la traumatica perdita della serie B, che avrebbe inevitabilmente compromesso il futuro del club.

I tifosi gialloblù devono serrare le fila e stringersi compatti attorno alla loro squadra del cuore. Consiglio ovvio quanto inutile. La loro storia parla da sola in questo senso e non hanno certo bisogno di sollecitazioni. Dopo ci sarà spazio solo per la gioia. E, c’è da crederlo, sarà catartica e irrefrenabile. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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