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Sergio Mutolo

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david_beckham Quando è entrato in campo, era il 19’ del secondo tempo, la standing ovation dell’Old Trafford lo ha colpito al cuore. I tifosi che stipavano lo stadio, e avevano rinunciato per amore delle maglie alla protesta annunciata contro i magnati americani Glazer, si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso da brividi. Qua e là spuntavano cartelli che inneggiavano al suo ritorno a casa, con scarna semplicità di stampo tipicamente anglo-sassone.

Si era capito subito che sarebbe stata una serata diversa per il fuoriclasse milanista, compagno di viaggio dei Red Devils per sette lunghi anni nel corso dei quali ha giocato quasi 400 partite in maglia rossa (nella foto: un giovane Beckham entusiasta con la maglia dei Red Devils). L’ultima volta che era sceso in campo all’Old Trafford risaliva addirittura al 2004. Nessuno, però, si è mai scordato della sua classe limpida da queste parti. In Inghilterra gli hanno dedicato persino un film (“Sognando Beckham”). Onore toccato a un altro giocatore dello United, Eric Cantona (“Il mio amico Eric”).

Già all’arrivo del Milan a Manchester la ressa di tifosi, fotografi, giornalisti e tv era stata tutta per lui. Un eroe che sa ancora come riscaldare il cuore. “E’ il ritorno di King David, un momento quasi religioso”, aveva spiega Stewart, uno dei tanti tifosi che l’hanno atteso in aeroporto per festeggiarlo e coprirlo di doni. E lo aveva chiamato come un tempo tutti lo chiamavano, “The King”.

Al momento della lettura delle formazioni, l’inglese del Milan era stato accolto dallo speaker dell’Old Trafford con un toccante “Welcome back David Beckham”, contrassegnato dagli applausi e dalle ovazioni dei tifosi. Niente rispetto a quanto è accaduto al suo ingresso in campo. La scena è stata davvero toccante, a riprova che il calcio moderno sa ancora regalare emozioni che riportano questo meraviglioso sport alle sue origini e lo riconducono alle sue radici.

Una smorfia di commozione ha attraversato il viso di Beckham, protagonista incontrastato di un’era in cui il calcio è pervaso dal gossip e che si pensava immune da questo tipo di sentimenti dal sapore antico. Lui, e la sua compagna Victoria, hanno offerto molta materia prima a questa (discutibile) abitudine.

Ieri sera, come per magia, David Beckham è tornato a essere solo “The King”. Il magnifico giocatore in maglia rossa che ha saputo regalare momenti di ineguagliabile gioia ai tifosi dello United e fa parte integrante della storia del club. Il giocatore e l’uomo sono tornati a identificarsi. Del Beckham travolto dal gossip, non è rimasto più nulla.

L’immagine più bella che vogliamo ricordare di questa serata di calcio all’Old Trafford, terminata con un disfatta del Milan che conferma il profondo e inarrestabile declino tecnico del calcio italiano, è quella di Beckham che esce per ultimo dal campo dopo aver fatto il giro di ringraziamento per applaudire a sua volta i tifosi.

Al collo una sciarpa giallo-verde, i vecchi colori dello United. Perché uno come David è, per la “grande storia del club”, passato presente e futuro. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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