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Potenza_Galigani_con_Blasi E’ davvero folta la pattuglia di ex “tarantini” nelle fila del Potenza, tra questi il direttore generale Vittorio Galigani (nella foto: a destra, con l’ex presidente del Taranto Blasi) è quello con la più lunga esperienza in riva allo Jonio. Abbiamo ascoltato l’esperto dirigente nel corso del programma radiofonico “Febbre a 90” per analizzare l’attuale momento dei potentini ed esaminare il prossimo match che vedrà opposti i ragazzi di Capuano al Taranto.

Partiamo dalla vittoria conquistata domenica scorsa dal Potenza sul terreno del Cosenza. Magari non sarà tornato l’entusiasmo, ma almeno un po’ di serenità?

“La serenità a casa nostra non è mai mancata, nonostante le difficoltà che stiamo riscontrando nella gestione del campionato. C’è sempre stata unità tra calciatori e società, malgrado le vicissitudini che abbiamo affrontato sia dietro la scrivania che in campo, ma attraverso l’unità d’intenti crediamo di potercela fare”.

Neanche le vicende extra-calcistiche che hanno coinvolto il presidente Postiglione hanno influito sul rendimento della squadra?

“No per assurdo la squadra è stata più serena, perchè ad inizio del campionato la contestazione dei tifosi era rivolta proprio nei confronti del presidente Postiglione. Siamo ovviamente dispiaciuti sotto l’aspetto umano, ma a seguito del brutto evento capitato al nostro presidente, i tifosi si sono stretti intorno alla squadra per aiutarla nell’operazione salvezza. Dunque non abbiamo risentito di questo dramma della famiglia Postiglione”

Quale sarà la chiave di volta dell’incontro Potenza-Taranto?

“Il Potenza ha necessità di fare risultato per allontanarsi dall’attuale posizione in classifica, invece il Taranto ha bisogno di punti per nutrire ancora ambizioni per i play off. Noi abbiamo un valore aggiunto che è rappresentato dal nostro allenatore, il quale, oltre all’aspetto tecnico, si esalta in situazioni difficili come quella che stiamo attraversando”

L’unico neo della partità sarà l’assenza dei tifosi del Taranto per decisione del Casms. Quale soluzione proporrebbe al sistema per ovviare a tali inconvenienti?

“Siamo schiavi di una situazione che è più grande di noi e di questa categoria. Dai fatti tragici di Catania e da quando l’Osservatorio ha preso in mano la situazione sono state riscontrate delle gare che sia per ragioni territoriali che  per rivalità storiche vengono considerate a rischio. Chiaramente la mancanza dei tifosi in uno stadio penalizza lo spettacolo, perchè una partita senza spettatori non è un incontro vero. Inoltre tutto è demandato alla correttezza e all’educazione di chi va allo stadio. Purtroppo sono decisioni che non possiamo discutere, ma possiamo solo subire. Sarebbe stato bello avere allo stadio entrambe le tifoserie a prescindere dall’aspetto economico”

Volgendo lo sguardo al campionato, ci sono 6 squadre in 8 punti che lottano per la zona play off, mentre 5 punti separano le ultime 6 in classifica. Sembra un campionato anomalo, come mai?

“E’ un campionato equilibrato, a parte l’Hellas Verona che ha preso il largo. Per esempio guardando in casa nostra, non abbiamo mai sofferto alcun avversario. Penso alla gara che abbiamo disputato proprio a Verona quindici giorni fa. L’attuale torneo non ha espresso una leadership, basta vedere i quattro punti che separano le squadre in zona play off. Tra l’altro il torneo non sta esprimendo grandi contenuti tecnici. La nostra squadra, ad esempio, ha incassato reti contro Taranto, Portogruaro e lo stesso Verona nei minuti di recupero. Questa è la dimostrazione che non ci sono dei valori ben delineati”.

Da osservatore esterno, cosa ne pensa del passaggio di consegne a livello societario che è avvenuto in casa tarantina tra Blasi e D’Addario?

“Blasi aveva ormai fatto il proprio tempo, perchè, malgrado i risultati ottenuti durante la nostra gestione, vi era una critica eccessiva nei confronti di Blasi e del sottoscritto. A memoria non ricordo presidenti che in quattro anni sono riusciti ad ottenere gli stessi risultati conseguiti da Blasi. Malgrado questo è stato criticato, quindi era giusto andare via così come avevo fatto io sei mesi prima. Non conosco chi abbia messo in contatto D’Addario con Blasi, ma senz’altro il neo presidente ha grandi progetti. Lo dimostrano gli investimenti effettuati nell’allestire la squadra che potrebbe fare bene anche in serie B. E’ chiaro che, poi, sono i risultati del campo che fanno la gloria e danno sicurezza alla società”.

Sempre a proposito del Taranto, fa bene il presidente D’Addario ad essere così esigente?

“Ogni presidente chiede il massimo ai propri calciatori e tesserati. Questo è legittimo sopratutto  per una persona come D’Addario che ha investito tanto sia per acquistare la società che per allestire la squadra. Magari il presidente  auspicava una classifica migliore a questo punto del campionato”. 

Enrico Losito- Paride Sgobba per www.calciopress.net

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