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Varie_Arbitro_Primopiano Da tempo immemore l’arbitro è stato sempre oggetto di insulti, critiche e accuse di vario tipo (corrotto o psicologicamente condizionato). Con l’avvento prepotente delle telecamere le cose sono peggiorate, vista la puntualità con cui l’occhio meccanico rileva l’errore. Ogni piccolo contatto, fallo dubbio, fuorigioco da interpretare, vengono ispezionati da una decina di telecamere che da ogni tipo di visuale mostrano l’errore della terna arbitrale. Per carità, è la tecnologia che avanza e di cui ogni giorno usufruiamo con tanto giovamento.

Ci dimentichiamo però che il direttore di gara non ha la possibilità di visualizzare l’evento in maniera così completa e dettagliata. Vogliamo aggiungere che l’arbitro può avere un attimo di cedimento sotto il profilo fisico durante una gara? Dalla sua ha però le sensazioni e i rumori del campo, che le telecamere e i microfoni sparsi per il campo difficilmente rilevano. E forse questi ultimi sono assai più importanti di una ripresa che non riesce a stabilire se il contatto tra due giocatori c’è stato o no.

Ci sarebbe da considerare se questa tecnologia, che tanto piace ai commentatori sportivi, possa essere messa a disposizione dei direttori di gara. L’International Board ha escluso qualsiasi tipo di interesse verso l’impiego di istant replay e moviole varie. Questo ha spiazzato tutti, specialmente chi la considera una priorità. Si dice che i componenti dell’International Board sono dei conservatori di età avanzata. Altri attribuiscono il veto alla categoria arbitrale, che si troverebbe priva del proprio potere. Insomma, ognuno la vede come vuole.

In molti pensano che il calcio sia bello anche per gli errori arbitrali, al pari di quelli dei giocatori e degli allenatori. Altri puntano il dito sul fatto che un errore del direttore di gara incide in maniera ben più netta di un errore magari dal dischetto commesso da un giocatore. Ci sono poi coloro che non hanno mai creduto alla buonafede degli arbitri. Convinzione, questa, avvalorata da Calciopoli e da qualche inspiegabile decisione presa da qualche arbitro (il signor Ovrebo è un ottimo paragone).

C’è poi l’ormai nota sudditanza psicologica. Ovvero una sorta di silente reverenza verso quelle squadre dette “grandi”. Mai nessuno dei fischietti ha mai confessato questa debolezza, anche se talora appare evidente e suffragata anche dalle statistiche. E’ proprio in tal senso che va il titolo dell’articolo. Caro signor arbitro, mi piacerebbe un giorno commentare cinque o sei episodi dubbi a favore di quelle che chiamiamo provinciali. Mi piacerebbe vedere una squadra blasonata correre verso di lei in segno di protesta, per un rigore dubbio magari concesso davanti al proprio pubblico, a vantaggio dell’ultima della classe. Mi piacerebbe vedere i volti e i commenti dei moviolisti disquisire sull’ennesimo favore arbitrale a vantaggio del Livorno, piuttosto che del Chievo o dell’Atalanta.

Sono sicuro che quando avverrà (ma accadrà mai?) non si parlerà più di istant replay o di moviola in campo. Sono certo che quando tutto questo sarà sotto gli occhi di tutti, la gente tornerà a credere nel calcio. E, magari, gli arbitri troveranno tra la folla anche qualche fans pronto a sostenerli piuttosto che insultarli sistematicamente a ogni fischio.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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