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Sergio Mutolo

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Fiorentina_tifosi_01 Il calcio italiano affonda, in Champions e in Europa League, sotto i colpi di club stranieri che ci fanno mangiare la polvere. La memorabile batosta subita dal Milan all’Old Trafford, ad opera di un Manchester United apparso stellare a confronto del povero diavolo rossonero, resterà impressa per un bel pezzo nella mente dei tifosi.

Per ora è rimasta solo la Juventus (vittoriosa nella gara di andata giocata a Torino con il Fulham con un vantaggio che fa comunque ben sperare per il ritorno) a difendere l’onore del football nostrano, che un tempo primeggiava e si faceva rispettare dovunque.

Le ultime speranze di conservare un posto in Champions sono legate all’Inter di Mourinho. La prossima settimana, a Londra, la squadra nerazzurra proverà a difendere l’esile vantaggio di San Siro dagli attacchi del Chelsea.

In questo contesto da tregenda, con una crisi economica che rischia di mettere sul lastrico innumerevoli società e con stadi fatiscenti sempre più vuoti, il calcio italiano continua a essere facile preda di bizantinismi dal vago sapore kafkiano. Fedele a un deteriore provincialismo che, di fatto e da molti lustri, contrassegna in (quasi) tutti i campi l’involuzione dell’ex Belpaese.

Paradigmatico, in questo senso, quanto è accaduto ai tifosi della Fiorentina. La squadra viola non attraversa certo un momento splendido, ma i suoi impagabili sostenitori le restano comunque al fianco. Domani era impegnata nella trasferta di Napoli.

Il Centro di coordinamento viola club e il Collettivo della Curva Fiesole avevano riempito cinque pullman per la partita contro gli azzurri partenopei, per un totale di circa 250-300 persone (che avrebbero dovuto occupare un settore abilitato a contenere 4.000 spettatori). Al momento di concretizzare il viaggio, i sostenitori viola si sono sentiti rispondere che i biglietti a disposizione per la trasferta erano 30 (trenta!). Ovvia la decisione di mandare tutto a monte.

E’ dai piccoli particolari che si evince lo sprofondo di un sistema. La paradossale  proposta di un pacchetto di 30 (trenta!) biglietti per la trasferta di una squadra di calcio della massima serie nazionale, quando i tifosi viola avrebbero occupato un settore che ne può contenere oltre cento volte tanti, è paradigmatica dell’insipienza di una gestione organizzativa che dovrebbe tutelare il prodotto. Alla quale, viceversa, è ormai sfuggito di mano il controllo della situazione. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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