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2010_Cavese_Potenza  Poteva essere la gara del definitivo decollo in classifica, per dare slancio a una stagione nata male e da chiudere benissimo. Poteva essere la volta buona per sganciare la zavorra “salvezza” e prendere quota verso cieli più nobili. Poteva essere, ma non è stato così. Il Portogruaro di Calori si  messo di traverso, tarpando le ali agli aquilotti e ai sogni (nemmeno troppo nascosti) dei tifosi. Raffreddando le ambizioni, per la prima volta svelate, di Stringara e soci. L’andamento della partita persa domenica ha dato il chiaro segnale che questa Cavese oltre la salvezza non può andare. E lo testimoniano gli errori, casuali e meno casuali, e gli episodi. Nonché i limiti evidenziati dalla squadra.

Paolo Stringara tiene soprattutto a sottolineare quelli, lasciando in secondo piano il resto, rispondendo così anche a chi gli imputa scelte tattiche sbagliate, come il ritorno al 3-5-2. «La sconfitta di ieri – sottolinea il tecnico – non è da attribuire al modulo. L’intenzione era di chiudere gli spazi, ecco perché ho infoltito la mediana, ma poi i nostri difensori agivano troppo lontani dalle punte avversarie. Nonostante questo, loro non hanno fatto cose eclatanti». Già, nulla di eclatante tranne i due gol. Sul primo subentra la fatalità: Cipriani asserisce di essersi visto rallentare il pallone dal vento prima di colpirlo all’indietro, rendendo insufficiente la forza impressa nel colpo di testa dal difensore. Poi l’errore dal dischetto di Favasuli. Episodi che, avvenuti nei momenti topici della gara (in aperture e in fase di rimonta), ne hanno condizionato l’esito finale. «Son sempre più convinto  – prosegue Stringara – che se avessimo segnato il rigore avremmo vinto la partita. Perché nella ripresa li abbiamo surclassati, eravamo più brillanti, giocavamo sull’entusiasmo della rimonta. È un nostro limite cronico quello di dover cavalcare un furore agonistico che può spegnersi per un episodio negativo». Come, appunto, è stato il rigore sbagliato da Favasuli. L’errore ha spento un po’ tutta la squadra, che ha accusato il colpo. È così che Stringara sottolinea la secondarietà delle scelte tattiche rispetto all’interpretazione delle stesse. Ora, però, si torna a parlare “solo” di salvezza. «Beh, se siamo in questa posizione di classifica vuol dire che qualche limite lo abbiamo», chiude laconico l’allenatore aquilotto.

Di limiti non ne aveva conosciuti la cavalcata intrapresa dalla sua squadra nel 2010, che certo non può essere cancellata da una sconfitta. Il gruppo e il suo condottiero hanno ben chiaro in mente quale sia la priorità: la Cavese deve salvare la categoria. Obiettivo che a inizio dicembre sembrava utopia, mentre ora, proprio grazie a quella rimonta che a Cava già tanti sembrano dimenticare, è diventato realtà. Di più, evidentemente, questa squadra non può fare.

Davide Lamberti www.calciopress.net

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