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Fulham_Zamora(CALCIOPRESS) – La Juventus si presenta alla sfida di ritorno contro il Fulham con Chimenti tra i pali e Candreva a centrocampo. Ancora panchina per Del Piero e Iaquinta, con quest’ultimo fortemente voluto in campo dalla critica già nella gara con il Siena. Formazione tipo per gli inglesi, che sperano di recuperare i due gol di svantaggio. Per farlo i ragazzi di mister Odgson confidano nel sostegno di un Craven Cottage pieno in ogni ordine di posti e pronto a dare tutto il suo apporto.

Speranza e disastro. La speranza che le cose possano andare bene sin da subito la offre David Trezeguet, lesto a ribattere in rete una palla vagante in area del Fulham. Sembra che, per una sera, possa riuscire tutto bene senza vivere patemi d’animo. Una serata londinese tranquilla e festante di fronte a una folla di spettatori. Non sarà così. Ben presto arriva il disastro. Una Caporetto che ha i connotati della Juve sbadata, stanca e maledettamente in confusione. La debacle porta anche nomi ben precisi, quelli di Felipe Melo e Zebina in prima fila, e i tratti di un Diego evanescente e di un Camoranesi spaesato.

Sestina arbitrale. Platini più che alla tecnologia, tende a volere più arbitri in campo. La nostra opinione è che di arbitri ne puoi mettere in campo anche venti: se sono incapaci, tali restano. Prima Ovrebo con la Fiorentina, oggi Kuipers con la Juventus. Sul gol del pari di Zamora è evidente la spinta a sbilanciare l’intervento di Cannavaro che cade a terra. Il direttore di gara caccia fuori Cannavaro (rosso diretto) in quanto valuta un fallo del bianconero su chiara occasione da gol. La palla, viceversa, non è nella disponibilità del giocatore del Fulham e Grosso sembra poter intervenire in appoggio al compagno. Kuipers conduce la gara con disparità assoluta, sciorinando cartellini ai bianconeri e risparmiandoli con abilità agli inglesi. Vede bene, o meglio lui non lo vede ma glielo dicono, sul rigore per fallo di mani di Diego. Ma più che bravura della sestina, è il giocatore ad essere imbarazzante.

Melo e Zebina. Nervosi, indisponenti e maledettamente esiziali per la squadra di Zaccheroni. Non ne azzeccano una, pensano solo a litigare con gli avversari, in modo particolare con Zamora, che ha il solo torto di non fargliela mai vedere. Dulcis in fundo il francese si fa espellere, proprio quando si doveva provare il tutto per tutto e il brasiliano pensa bene di rivolgersi ai tifosi juventini con gesti poco apprezzabili. Ci sarebbe bisogno di un intervento deciso da parte della società. Si, ma quale?

Contestazione. Alla fine scoppia, o forse sarebbe meglio dire torna a scoppiare, la rabbia dei tifosi bianconeri. Delusi e amareggiati, fuori dallo stadio si fanno sentire con cori concentrati soprattutto su Zebina e Melo. I sostenitori bianconeri giunti in Inghilterra non hanno proprio digerito quello che è successo in campo. Sia per il risultato disastroso che, soprattutto, per il comportamento di alcuni giocatori. Ci saranno da attendersi ulteriori manifestazioni all’arrivo della squadra in Italia.

Il cuore e i soldi: Ovvero, Inghilterra e Italia. Le squadre inglesi lo hanno dimostrato, negli anni. Una mentalità decisa, proiettata all’impresa, con il cuore gettato oltre l’ostacolo, sempre e comunque. Anche quando il risultato appare scontato, loro lottano sino alla fine, quella vera, quella decretata dal fischio finale. Poco importa se poi non si raggiunge l’obiettivo, l’importante è averci provato. Soldi, richieste e lamentele. Questo il controvalore che le squadre italiane sono solite mettere in campo, specialmente quando il risultato è dalla loro. Gel, fascette in testa e atteggiamenti di sufficienza. Poi ci si sveglia con il mal di testa. Forse, a causa del troppo gel.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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