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Sergio Mutolo

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Calciopress_Archivio______06 La Corte di Giustizia Federale ha emesso il 19 marzo la sentenza sul caso di illecito sportivo consumato nella partita Potenza-Salernitana, che ha portato all’esclusione della società lucana dal girone B della Prima Divisione di Lega Pro e alla penalizzazione di sei punti per il club campano.

Tralasciando le questioni di merito, anche se resta oscuro come mai nella consumazione di un illecito il corrotto sia stato punito in modo tanto difforme dal corruttore, restano sul tappeto molte e rilevanti conseguenze sotto il profilo sportivo.

La delibera della Corte, arrivata a sole sette giornate dal termine del campionato della terza serie professionistica italiana, avrà l’effetto di un ciclone sulla classifica finale. Ciò in quanto il famigerato articolo 53 delle NOIF prevede, nel caso in cui l’esclusione di un club avvenga nel girone di ritorno, che tutti i risultati ottenuti fino a quel momento siano ratificati. Salvo l’assegnazione della vittoria a tavolino alle squadre che restavano ancora da incontrare.

Un pasticciaccio brutto, per dirla alla Gadda. Pesare con una bilancia vantaggi e svantaggi che toccheranno ai club del girone B di Prima Divisione non è impresa facile anche perché tutti (addetti ai lavori compresi) tirano l’acqua al loro mulino, come sempre avviene in questi casi.

Una cosa è certa. Beato chi ha avuto in sorte di giocare le ultime sette partite con il Potenza. Una vera manna caduta dal cielo perchè si trova, spiattellati su un vassoio d’argento, tre punti che potrebbero risultare decisivi sull’esito finale del torneo.

La cosa più difficile da accettare è il fatto che Potenza-Salernitana, partita che ha innescato questo tsunami, si è giocata addirittura nell’aprile del 2008. La Giustizia sportiva ci ha messo quasi due anni per arrivare a una sentenza non definitiva (è ancora appellabile in altri gradi di giudizio), la cui durezza sta a significare che le prove erano schiaccianti. Tempi oggettivamente inaccettabili non solo per i tifosi, vittime incolpevoli e finiti nel tritacarne di questa tardiva decisione.

Colpisce anche l’atteggiamento di sostanziale indifferenza dei media nazionali di fronte all’evento, rimasto marginale nelle cronache sportive. Al punto che molti tifosi italiani (anche tra i lettori più attenti dei quattro quotidiani sportivi) ne ignorano addirittura l’esistenza. Eppure una città come Potenza è stata privata della partita domenicale e la Salernitana è stata spinta prima del tempo verso la Prima Divisione.

A livello di cronache sportive continua a prevalere un aberrante tono gossipparo in virtù del quale la mancata stretta di mano di un furbetto come Mourinho (che non perde occasione per conquistarsi la prima pagina di giornali compiacenti) al presidente del Palermo Zamparini (al quale pure piace non poco l’onore dei titoli sui quotidiani) diventa l’argomento del giorno. Prova provata che il calcio italiano è ormai ridotto ai minimi termini, non solo sul piano organizzativo e tecnico, ma anche su quello della narrazione delle storie che gli fanno da corollario.

Tra una Giustizia sportiva lenta come una lumaca e una stampa sostanzialmente abulica rispetto ai gravi problemi sul tappeto, i club professionistici iscritti al girone B della Prima Divisione di Lega Pro (e i loro incrollabili tifosi) continuano a vivere nel limbo mediatico le loro domeniche infernali. Vasi di coccio di un sistema in cui anche i vasi di ferro della serie A fanno ormai acqua da tutte le parti.

La primavera appena cominciata non poteva essere più maledetta di come è stata, per chi è ancora un inguaribile (ancora per quanto?) innamorato del calcio.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

 

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