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taranto-pescara_Corona Da dove ripartire? Difficile rispondere allo stato attuale; il marasma generalizzatodella squadra non lascia presagire nulla di positivo. La sconfitta contro il Pescara (nella foto: Corona in una fase della gara) può anche risultare secondaria, così come il leggero allontanamento dalla zona play off, distante ora tre lunghezze. Per carità il gap dalla parte nobile della classifica è ancora matematicamente colmabile attraverso le sei restanti giornate del torneo, ma le discrasie e le crepe riscontrate nella gestione dell’organico rossoblu restano profonde. Andiamo per  ordire, giusto per non creare ulteriore confusione.

IACOVONE ESPUGNATO. E’ bastato un Pescara ordinato, razionale e pratico, ma per nulla stratosferico, per espugnare lo Iacovone. Non accadeva dal 20 settembre del 2009. In quella circostanza ad imporsi nello stadio del rione Salinella fu la Spal. Quella sconfitta si rivelò traumatica, in quanto provocò l’esonero di mister Braglia. Per quanto riguarda, invece, le reti incassate dagli jonici tra le mura amiche, l’ultima risaliva al 13 dicembre del 2009: l’incontro era Taranto-Cosenza (l’ultima del girone d’andata). La gara finì con il risultato di 2-1 in favore di Corona e compagni. La rete dei calabresi fu realizzata da Bernardi al 39′ del primo tempo.

SCELTE DISCUTIBILI. Il primo Taranto della gestione Passiatore è ripartito con il modulo maggiormente utilizzato dal suo predecessore Dellisanti: il 4-4-2. A cambiare, però, sono stati alcuni protagonisti. Innanzitutto nel pacchetto arretrato è stato  preferito Colombini a Bolzan per presidiare l’out mancino.  La scelta può sembrare per certi aspetti condivisibile, alla luce sopratutto delle qualità di copertura dell’esperto difensore toscano. C’è, però, una macchia decisiva nella prova dell’ex Benevento: il disimpegno errato che ha scatenato l’azione della rete abruzzese. Per quanto riguarda il centrocampo, la rivisitazione effettuata da Passiatore non ha convinto. Il riesumato Scarpa, ad esempio, non ha fornito l’apporto auspicabile alla vigilia del match. L’ala campana è rimasta spesso intrappolata nelle maglie difensive avversarie e, solo raramente, è riuscito a proporre spunti degni di nota. Ma non è tutto, in quanto la nostra lente d’ingrandimento non può che puntare sulla coppia d’interni composta da Rajcic e Taulo. Il primo, malgrado l’incedere greve, ha donato ordine (non qualità) al centrocampo, mentre il secondo, visibilmente imballato e spaesato, si è caricato di falli creando ulteriore confusione. Il risultato è stato un centrocampo legnoso e privo di dinamicità, ma sopratutto non correggibile in corso d’opera, perché Giorgino si è accomodato in tribuna, mentre Coppola non figurava neanche nell’elenco dei convocati. Unica alternativa in panca era costituita da Quadri, sostanzialmente l’alter-ego di Rajcic. In attacco condivisibile la scelta di Russo: calciatore brillante e guizzante in grado di impensierire la statica (soprattutto nei centrali) difesa avversaria. Resta, comunque, l’impalpabilità di Ferraro. Giusto insistere ancora sull’ex-granata?

SUPER BREMEC. Unico ad uscire tra gli applausi dello Iacovone, malgrado la rete subita, è Nicolas Bremec. Plauso meritato perchè il portiere iberico batte il record d’imbattibilità stagionale nei campionati professionistici. Il suo minutaggio si ferma a 727 minuti. Alla fine dell’incontro è risultato anche il migliore dei rossoblu. Superfluo aggiungere altro.

IL MESSAGGIO PRESIDENZIALE.  Il “The day after” in casa rossoblu non è cerco gioioso, ma il presidente Enzo D’Addario, seppur amareggiato per la bruciante sconfitta, lancia un appello a tutto l’ambiente tarantino: “non mollare”. Questo è l’incipit fondamentale del D’Addario pensiero, ma c’è tanto altro. Preferiamo non commentare e lasciare spazio al messaggio integrale apparso nella mattinata di lunedì sul sito ufficiale della società di Via Martellotta. “Torniamo a lavorare, come molti di voi. Con lo stesso dispiacere, con la stessa amarezza. Con il pensiero ancora fisso alla gara di ieri. Con la consapevolezza che non c’è lunedì peggiore del lunedì successivo a una sconfitta in casa. Credo non sia diverso da quello di tanti tifosi del Taranto il mio sentimento in questo momento. L’impressione di avere davanti una settimana più lunga delle altre che si confonde con il desiderio scendere nuovamente in campo il più presto possibile. Per questo torniamo a lavorare. Per accorciare l’attesa della prossima gara. Per il desiderio di vedere un Taranto diverso. Perché abbiamo il dovere di non mollare. Un punto in più e una giornata in meno ci separano ora dai play-off. Questo non può cambiare il nostro obiettivo: quello di restituire a questa città una grande squadra e una grande società. Ciò raddoppia la nostra mole di lavoro (Enzo D’Addario)”.

INIZIATIVA BENEFICA. La Taranto Sport è impegnata anche nel sociale. In tale ottica è in programma per giovedì prossimo allo stadio di Palagianello un’amichevole (aperta al pubblico) tra i rossoblu e la squadra locale. La manifestazione patrocinata dal Comune di Palagianello e dall’Associazione “Aiutiamo Serena” ha lo scopo di raccogliere fondi per contribuire alle cure necessarie alla piccola Serena Quaranta. La bambina è attualmente ricoverata negli  Stati Uniti. 

Enrico Losito www.calciopress.net

 

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