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Sergio Mutolo

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Juventus_maglie La notizia non avrebbe forse meritato la diffusione che gli è stata data. Anzi no, è un bene che abbia fatto il giro dei media e del web. Perché è una di quelle notizie che offrono l’immagine più retriva di un Belpaese da lustri ancorato a modelli sorpassati, visto il mondo globale nel quale ci troviamo a vivere.

A Firenze si propone di bandire la vendita delle maglie della Juventus (nella foto), che fanno da sempre mostra di sé sulle bancarelle dei mercati cittadini. La ragioni? Garantire la “fiorentinità” e tutelare l’ordine pubblico. La proposta è stata presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di opposizione del Pdl Francesco Torselli, Mario Tenerani e Jacopo Cellai. Torselli ha spiegato che è stato “proprio il sindaco Matteo Renzi, qui in aula, a sottolineare che per recuperare la fiorentinità non era bello vedere in vendita, sulle bancarelle del mercato di San Lorenzo, oggetti che con la fiorentinità non hanno nulla a che vedere”. E ha proseguito: “La nostra proposta va in questa direzione. Firenze ha una passione immensa per la Fiorentina e ha una non passione viscerale per la Juventus. E’ una città civilissima. Ma se per caso, proprio nel giorno in cui si gioca Fiorentina-Juventus, arriva qui in gita un gruppo di ragazzi che, dopo aver acquistato le magliette della Juve, va a dormire magari in qualche albergo vicino allo stadio, ci chiediamo: cosa può succedere?”.

Le ragioni per le quali il calcio italiano stenta a riprendere la sua corsa, interrotta dalla penosa deriva in cui si è infilato e che sta determinando una regressione tecnica inarrestabile, stanno anche in questo tipo di proposte. Elaborazioni che scaturiscono da un provincialismo duro a morire, non solo in ambito calcistico, che frena ogni possibile tentativo di rinnovamento e di riforma.

In un momento in cui il calcio sta mettendo a punto le norme del fair play finanziario trainato dalla Uefa di Platini (alle quali tutti i club del Belpaese si dovranno adeguare, volenti o nolenti, per continuare la propria attività nelle coppe europee) e mentre le altre Federazioni ci fanno mangiare la polvere in materia di organizzazione, in Italia si pensa ancora che la fiorentinità si tuteli vietando in città la vendita delle magliette della (odiata) Juventus.

E pensare che noi abbiamo sempre (ingenuamente?) creduto che la fiorentinità a livello calcistico si esprimesse non nella difesa ad oltranza di valori ormai obsoleti, quanto piuttosto nell’amore viscerale e nella tutela appassionata delle maglie. Due qualità che i tifosi viola possiedono in quantità industriale e delle quali sono uno degli emblemi in Italia. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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