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Cavese_Stringara E’ sempre un piacere ascoltare un toscanaccio duro, ma dal cuore buono, come  Paolo Stringara. L’attuale mister della Cavese, ex guida del Taranto dello scorso campionato, è il classico “finto” burbero senza peli sulla lingua. La nostra breve chiacchierata dura un “batter di ciglio”, ma è sufficiente al tecnico  per esprimere con schiettezza i suoi concetti non privi di qualche stilettata. 

Dal tuo avvento la Cavese è tornata a macinare punti ed ha guadagnato posizioni in classifica. Cosa hai modificato rispetto alla precedente gestione? “Non saprei dirlo. Io ho lavorato al meglio, non c’è una ricetta ben precisa. A volte il cambio di allenatore in se da una sferzata alla squadra, mentre altre volte questo scossone non si verifica. Penso al cambio che c’è stato nella Roma tra Spalletti e Ranieri, che reputo allenatori sullo stesso livello, eppure i risultati sono differenti”.

Resta, però, il problema attacco: gli aquilotti hanno il reparto avanzato più stitico del torneo. Come lo spieghi? “Questi sono numeri datati. Dal mio avvento la squadra ha macinato punti e segnato delle reti. Se non erro abbiamo raccolto gli stessi punti del Verona o giù di li”.

Magari, però, sarebbe servita una punta come il “tarantino” Riccardo Innocenti? “Si, magari uno che la mette dentro serve sempre. A gennaio abbiamo preso Insigna. Ma a parte questo, allargherei il discorso al resto della squadra, che deve produrre gioco per mettere nelle condizioni gli attaccanti, e non solo loro, di segnare”.

A proposito di Taranto, sabato prossimo affronterai proprio la tua ex squadra. Emozionato? “Indubbiamente sarò un po’ emozionato, ma poi inizia la partita e tutto passa. Attualmente ho alle spalle una società forte e una tifoseria meravigliosa, quindi sono contento di essere qui a Cava e farò di tutto per conquistare la vittoria insieme ai ragazzi”

Hai rimpianti per la fine della tua avventura in riva allo Ionio? “Non ho rimpianti perché è finita la mia avventura, ma per come è terminata. A seguito della salvezza conquistata a Sorrento mi sarei aspettato discorsi diversi da parte della società, già un minuto dopo la fine di quella partita, invece questo non è avvenuto. Ho atteso quindici giorni e poi ho capito che le nostre strade si sarebbero divise. Pazienza. Comunque Taranto mi è rimasta nel cuore ed ho conservato tanti amici (anche molti estimatori ndr). In futuro tornerei ad allenare volentieri i rossoblu”

In chiusura è d’obbligo chiederti un tuo parere sul caso Potenza. Quanto sta falsando l’attuale torneo?  “Non saprei…riflettendoci: un po’ sicuramente. Però penso che ci sono dei regolamenti che parlano chiaro a tal proposito: se l’esclusione fosse avvenuta nel girone d’andata a tutte le squadre sarebbero stati tolti dei punti, mentre, durante il ritorno, le squadre che avrebbero dovuto affrontare l’esclusa beneficeranno di tre punti. A tal proposito ho sentito che il Verona ha protestato per i punti che verranno assegnati a Portogruaro e Reggiana che sono dirette concorrenti alla promozione. A mio parere gli scaligeri dovrebbero guardarsi allo specchio e chiedersi il perché non hanno vinto contro l’ultima in classifica. Credo che, nell’arco di un campionato composto da trentaquattro giornate, non siano certo una manciata di punti a stravolgere i valori del campo”.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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