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Pallone e Tribuna Le cose non si mettono bene per la candidatura italiana a Euro 2016. Dopo il flop di Euro 2012, anche stavolta la Figc del presidente Abete potrebbe essere costretta a ingoiare un boccone amaro.

Il fatto è che il nostro sistema è troppo indietro sotto il profilo dell’impiantistica e tutto è avvenuto troppo a ridosso di elezioni regionali che hanno assunto il significato di un confronto politico (una sorta di resa di conti tra maggioranza e opposizione). Il governo e Berlusconi in prima persona sono stati impegnati a tutto campo nella campagna elettorale. Non hanno avuto il tempo, e neppure la voglia, di confrontarsi con il dossier preparato da Michele Uva.

A questo si aggiunga che, nonostante l’impegno del sottosegretario con delega allo sport Rocco Crimi, la legge sugli stadi è ferma alla Camera. La VII commissione non l’ha ancora messa in calendario. La discussione slitterà, se mai ci sarà un accordo bipartisan dopo elezioni così contrastate, a dopo Pasqua.

In questo contesto opaco si approssima la venuta in Italia della delegazione Uefa. In Francia sarà ricevuta dal presidente Sarkozy e in Turchia dal suo omologo Erdogan (ovvero i massimi livelli istituzionali dei due Paesi). In Italia, per le ragioni elettorali di cui sopra, tutto è bloccato anche sotto questo aspetto. Quando il 12 (visita tecnica) e il 13 aprile (incontri politici) i delegati Uefa giungeranno a Roma, ci sarà un presidente Berlusconi pronto a incontrarli?

La Francia (che gode dell’appoggio della Germania) è superfavorita nella corsa a tre e su questo non ci piove. Per vincere questa concorrenza ci sarà da sudare le proverbiali sette camicie, ma potrebbe non bastare l’impegno del sistema-Paese (ancora latitante, peraltro). L’Uefa, poi, non vuole le barriere nelle tribune e nemmeno i biglietti nominativi che vanno tanto di moda in Italia. Anche questo è un grosso problema.

La decisione è prevista per il 28 maggio, una data ormai a ridosso. Abete e la Figc dicono di non volersi arrendere. Di ritirare la candidatura, per non subire uno smacco a Nyon, non se ne parla neppure (almeno per ora). Staremo a vedere. 

Sergio Mutolo- www.calciopress.net

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