Connect with us

Pubblicato

il

Calciopress_08 In questi tempi opachi il Fattore C sembra contare sempre meno. Nel calcio, come nella vita, prevale il taroccamento. Non resta che confidare su un ritorno della (mai tanto rimpianta) buona sorte. Che nessuno può pensare di manipolare. 

Nel calcio, come nella vita, esistono fattori che dovrebbero contare più di altri per dare la scalata al successo. La competenza, la professionalità, la programmazione. Elementi basilari, da cui parrebbe ineluttabile prescindere ogni volta che ci si prepara a costruire un progetto (una carriera). In carenza, nessun obiettivo potrebbe (dovrebbe) essere messo nel centro del mirino. 

Si è sempre detto che da sole queste doti, pur necessarie, non sono comunque sufficienti. Che è fondamentale, anche e soprattutto, l’appoggio della sorte. Anzi della buona sorte, come la chiamano nei paesi ispanici. Se il fato non è benigno, qualunque missione diventa impossibile. Di esempi se ne possono trovare a iosa, nella storia.  

E’ da un pezzo che certe regole canoniche si sono rovesciate. Alla meritocrazia, costruita sulla competenza e sulla tenacia necessarie per superare i tanti snodi cruciali di ogni progetto, si è andata sostituendo la capacità di entrare a far parte dei “giri” giusti. Quelli che, appunto, sono in grado di assicurare il successo a prescindere.  

Non più, dunque, ricerca (quasi) ossessiva del perfezionismo. Piuttosto, delle abilità relazionali necessarie per salire sul carro di chi si pensa che conti. Questo è diventato l’ingrediente principale per dare la scalata a qualunque tipo di obiettivo. Senza porre mente locale alla violazione delle regole etiche che un tale atteggiamento mentale comporta. Cos’altro è stata Calciopoli? E tangentopoli? E le tante professionopoli? Non è forse vero che, in ogni attività, si finisce per riprodurre gli stessi opachi stereotipi?  

Ma come la mettiamo quando si parla di calcio? Quando si sostiene che la buona sorte, o il fato che dir si voglia, è spesso determinante per il risultato che esce dal campo? Gli appassionati sanno che ci sono ancora (se Dio vuole) partite stregate, nelle quali il pallone proprio non ne vuole sapere di entrare. E accade che molte squadre, dopo aver dominato in lungo e in largo, siano infine messe sotto dal gollonzo dell’avversario segnato a tempo scaduto. 

Il “fattore C” sembra, però, contare sempre meno di questi tempi. La capacità di stringere alleanze e di infilarsi nelle giuste conventicole pare aver cancellato anche uno dei paradigmi più antichi del mondo. I tanti (troppi) taroccamenti nei quali il pianeta calcio continua a imbattersi ne sono la prova provata. La cosa grave è che, ormai, vengono accettati supinamente. Tutti, o quasi, si sono piegati e si piegano a questo andazzo. E non sempre per motivi di opportunità personale.

Non resta che confidare su un ritorno, in grande stile, della mai tanto rimpianta buona sorte. Quella vera. Quella che nessuno, ma proprio nessuno, può manipolare né condizionare. Di fronte alla quale tutti, a parità di presupposti, siamo collocati sul medesimo livello. Viva dunque il “Fattore C”. Che, quando la tua squadra del cuore scende in campo dipinta come la vittima predestinata, può riuscire da solo a rovesciare le sorti. A trasformare l’agnello in lupo, e viceversa.  

Speriamo che si possa tornare a pensare, nel calcio come nella vita, “io speriamo che me la cavo”. Senza ricorrere a sotterfugi o altre meschinerie simili. Confidando, con lealtà e con sano spirito competitivo, sulle proprie sole forze e sulle pari opportunità. Oltre che, ovviamente, sull’aiuto benevolo di un destino non sempre cinico e baro come lo vuole disegnare. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Editoriali2 settimane fa

Serie A Femminile: fra sostenibilità economica e ‘sofferenza’ del calcio italiano

✅ La crisi post-pandemica sta falcidiando i bilanci dei club europei. In misura ancora più significativa di quelli italiani, i...

Editoriali2 settimane fa

Serie A Femminile: ci sono voluti 50 anni per il professionismo

“Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni: nello spazio e nel tempo di un sogno...

Editoriali4 settimane fa

La Serie A Femminile scende a 10 club dal 2022-23: è una riforma affrettata?

👉🏽 La Divisione Calcio Femminile presieduta da Ludovica Mantovani, con il passaggio al professionismo, ha deciso che la serie A...

Editoriali4 settimane fa

La Serie A Femminile passerà a 10 club: Morace storce il naso

Carolina Morace ha scelto di prendere parte a “Campionesse“, la docuserie di Rakuten Tv disponibile dal 2 dicembre che racconta...

Editoriali2 mesi fa

La Serie A verso il professionismo e il modello del Napoli Femminile

La lettera aperta indirizzata il 2 settembre scorso alla ct della Nazionale, Milena Bertolini, dal presidente del Napoli Femminile Raffaele...

Editoriali3 mesi fa

Serie A Femminile, un calcio che ha bisogno di ‘storie’

Eduardo Galeano è l’autore di uno dei libri più belli mai scritti per spiegare il mondo del pallone. “Splendori e...

Editoriali3 mesi fa

Serie A Femminile nel guado: professionismo e anima dilettantistica

La transizione verso lo status di tipo professionistico della Serie A Femminile è ormai un dato di fatto. La ristrettezza...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi