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Juventus_Zebina Nel calcio un atleta, è parte integrante di una squadra, cioè di una struttura il cui insieme interagisce per raggiungere lo stesso fine. Un giocatore, senza l’apporto degli altri, non ha mai fatto da solo le fortune o le sfortune di un gruppo. O meglio, la cosa è riuscita ad alcuni fuoriclasse, sempre e comunque giovandosi del sostegno dei propri compagni. Di certo non è il caso di Jonathan Zebina, difensore arcigno di quantità, poco amato dai tifosi ma stimato dai propri allenatori. Capello prima, Ranieri poi e ora Zaccheroni, hanno riposto la massima fiducia nel giocatore francese.

Forse Zebina non sarà il meglio che il calcio possa offrire, forse il suo carattere in campo non piace a molti. Di sicuro c’è che il difensore francese ha dimostrato di essere un professionista serio, uno di quelli che mette assoluta dedizione nel proprio lavoro e cerca di farlo al massimo delle proprie possibilità. Allo stato attuale Jonathan Zebina, per alcuni tifosi, è diventato il capro espiatorio della disastrata situazione della Juventus. Il francese è da tempo oggetto di aspre contestazioni da parte di alcuni facinorosi, che spesso sono sfociate in disgustosi insulti di carattere razziale. Si, perché per questi signori il responsabile della disfatta bianconera porta un nome e un cognome, quelli di Jonathan Zebina.

Il culmine della storia lo si è vissuto nella trasferta inglese di Europa League, dove Zebina fu sottoposro a ogni tipo di insulti da parte dei soliti noti. Il giocatore, ormai saturo di questo tipo di vessazioni, reagì in malo modo rivolgendosi verso questo gruppo con gesti non propriamente amichevoli. Provate voi ad andare a lavorare e subire quotidianamente insulti. Ieri poi, nel marasma generale della contestazione, si è arrivati persino a colpire con uno schiaffo il giocatore, in maniera vigliacca. Nelle interviste del dopo gara Zebina ha parlato di questi signori come di un gruppo di estremisti razzisti.

Personalmente, a differenza di quanto crede giocatore francese, non ritengo che si tratti di una situazione del genere. Sono personalmente convinto, tra le altre cose, che si tratti di personaggi che con il tifo vero della Juventus abbiano poco a che vedere e dei quali si potrebbe fare volentieri a meno. Credo che l’odio razziale non sia il vero scopo, ma solo il mezzo becero per trovare un punto debole su cui poter rovesciare la propria stupidità.

Io invece sto con chi lavora seriamente, mettendoci tutto se stesso e soprattutto mettendoci la faccia. Sto con chi sposa una causa e la mantiene fino alla fine, senza pensare di abbandonare la nave che affonda. Sto con chi crede negli altri e in essi ripone la propria fiducia. Sto con chi professa la propria fede, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte. Ecco perché sto dalla parte di Jonathan Zebina.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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