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Stadio_semivuoto Il sito web della Lega calcio pubblica una nota ufficiale dal titolo altisonante: “Record di spettatori in serie A TIM”. Si rileva che il dato sulle presenze nei turni infrasettimanali, solitamente, registra un andamento inferiore alla media stagionale (circa 25mila in questa stagione, ndr), ma questa volta la trentesima giornata di Serie A TIM porta con sè una piacevole novità: il record assoluto di spettatori in questo campionato. Con la gara del San Paolo tra Napoli e Juventus sono stati 29.606 gli spettatori medi per gli incontri di Serie A TIM tra ieri e mercoledì. Il precedente primato risaliva alla tredicesima di andata, disputata lo scorso 22 novembre, con 29.406 spettatori.

Si osserva inoltre che a favorire l’afflusso dei tifosi allo stadio sicuramente la giornata casalinga dell’Inter (squadra col maggior pubblico, 53.086 col Livorno) e alcune sfide di cartello come Bologna-Roma (32.775) e Napoli-Juventus (52.249), ma anche l’affetto dei tifosi baresi per il figliol prodigo Cassano (più di 28.000 al San Nicola) e l’entusiasmo di quelli laziali per la sfida salvezza col Siena (più di 41.000 all’Olimpico).

Si conclude infine sottolineando che, in generale, sembra essere l’incertezza che caratterizza questo campionato, con tre squadre ancora in lotta per il titolo e cinque che si contendono il quarto posto, che ha spinto un numero così elevato di tifosi allo stadio in una giornata lavorativa

Prendiamo atto degli entusiasmi della LNP, ma resta il fatto che essi non sembrano affatto condivisibili.

Un (saltuario) dato medio di presenze pari a 29.606 spettatori non dovrebbe essere motivo di particolare esultanza o vanto. Viceversa dovrebbe far riflettere sulla diserzione progressiva dagli stadi, che nel Belpaese rappresenta una costante degli ultimi campionati. Sta a significare che, se le cose in Italia venissero gestite al meglio, la gente gli stadi tornerebbe a riempirli.

Riflessione che si fa decisamente amara se certi dati numerici complessivi venissero (correttamente) confrontati con quelli delle altre realtà europee che, non a caso, ci stanno soverchiando sul piano tecnico e ricacciando sempre più indietro nel Ranking Uefa. Mentre infatti in Italia si discute dell’obsolescenza degli stadi (che intanto continuano a essere sempre più cadenti) e si disserta sull’introduzione della Tessera del tifoso (strumento ignoto al resto del calcio dell’Unione Europea e che allontana la gente anziché avvicinarla), gli stadi dei nostri concorrenti sono sempre più affollati di gente.

La Bundesliga ha fatto registrare una presenza media di 42.630 spettatori e, tra i maggiori campionati di calcio europei, quello tedesco è al primo posto per frequenza media negli stadi. Fra i 20 club calcistici europei con la maggior media spettatori, ci sono ben 8 società tedesche e sono il Borussia Dortmund, il Bayern Monaco, lo Schalke 04, l’Amburgo, il Borussia Mönchengladbach, il Colonia, l’Eintracht Francoforte e l’Hertha Berlino. Infine il Borussia Dortmund con 75.311 presenze medie, il Bayern Monaco con 68.896 e lo Schalke 04 con 61.050 sono attualmente in testa alla classifica in questa stagione. Va rilevato che negli anni, la Bundesliga ha costantemente migliorato i suoi numeri. Nella stagione 2008-09 la frequenza media è stata di 42.521, nel 2007-08 39.444 e una decina di anni fa, nel 1999-2000, era di 31.206. La Premier League inglese ha una presenza media di 33.934 spettatori. Al terzo posto la Liga spagnola con 28.706. La Serie A italiana è solo quarta con un dato di 25.169. Precede la Ligue 1 francese (con 19.965) che chiude la classifica dei Top Tier europei (dati tratti dal sito Sport Business Management, ndr).

I numeri con cui confrontarsi sono questi e i numeri, si sa, non mentono mai. L’Italia è perdente su tutti i piani, perchè gli altri si sono mossi prima e meglio di noi. Altro che abbandonarsi a sterili entusiasmi. Sarebbe davvero l’ora di rimboccarsi le maniche. 

Sergio Mutolo- www.calciopress.net

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