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taranto-pescara03 Il dopo Cavese è dominato dalla messa in vendita della società annunciata da D’Addario con una lettera aperta sul sito web del club e dalla contestazione che i tifosi hanno indirizzato al presidente durante l’allenamento pomeridiano della squadra allo Iacovone.

“E venne il giorno”. L’espressione è mutuata dal titolo di un film horror americano, ma risulta calzante con il martedì dei rossoblu. Duecento tifosi carichi di livore si presentano allo Iacovone per contestare squadra, guida tecnica e staff dirigenziale, in particolare il presidente Enzo D’Addario. L’accaduto appare quanto mai insolito, visto che, fino ad oggi, il “Re delle auto” non era mai stato oggetto di alcuna invettiva da parte dei supporters tarantini. Stavolta però i sostenitori jonici non gradiscono un comunicato stampa, a firma del patron, emanato  nel primo pomeriggio di martedì, nel quale lo stesso presidente, oltre a sparare a zero su tutto l’ambiente tarantino, esterna la volontà di cedere la società. Allo Iacovone si vivono attimi convulsi, conditi anche dal lancio di alcuni oggetti (sopratutto ortaggi). Alla fine si giunge ad un colloquio “chiarificatore” tra D’Addario e i tifosi presenti. Servirà, speriamo. Intanto la Taranto pallonara ha vissuto l’ennesima giornata nera.

Il dopo Cavese. Vivere alla giornata guardandosi le spalle. Il Taranto del post Cavese si trova rinchiuso in una sorta di limbo: distante 4 punti dai play off, ma anche a 5 lunghezze dalla zona calda dei play out. A questo punto saranno importanti, anzi fondamentali, i due turni casalinghi consecutivi, nei quali i ragazzi di Passiatore dovranno cercare di conquistare la vittoria. Non sarà semplice considerando il valore delle avversarie: Portogruaro e Lanciano. La matematica ancora non condanna i rossoblu per la lotta ai primi cinque posti, ma il buon senso suggerisce il contrario. Magari, una volta riposti definitivamente i sogni di gloria, sarà necessario programmare il nuovo torneo. Con quale dirigenza? Non è dato saperlo, almeno in questo momento.

Stop al silenzio e porte aperte. Risuonano ancora le parole rilasciate da Vincenzo Migliaccio agli albori della settimana di preparazione al match di Potenza. Il capitano giustificava il silenzio stampa della squadra e contestualmente proclamava che la risposta sarebbe giunta dal campo. Infatti gli jonici da quelle dichiarazioni hanno raccolto 1 punto (conquistato  contro il Potenza, l’ultimo in classifica) in tre partite. Ad inizio settimana, però, la società di via Martellotta ha fatto retromarcia riaprendo lo stadio Iacovone a tifosi e giornalisti, ma soprattutto interrompendo un inutile, quanto anacronistico, silenzio stampa.

Da paura. I rossoblu fanno paura, ma a se stessi. Del resto i numeri parlano chiaro e sono davvero impietosi: 3 punti conquistati nelle ultime 5 partite, la difesa (prima impenetrabile) subisce reti da 2 incontri consecutivi, l’attacco (unitamente a quello della Cavese) è il peggiore del girone con 22 reti realizzate in 29 gare. L’ultima rete realizzata dagli jonici risale allo scorso 21 febbraio, l’incontro era Taranto-Pescina (2-0): Giorgio Corona riuscì a scardinare la difesa abruzzese al 39′ della ripresa. Da allora sono seguiti 5 incontri, nei quali gli avanti tarantini sono rimasti a bocca asciutta, malgrado il cambio di guida tecnica e la rotazione degli uomini mandati in campo. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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