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Portogruaro_Calori Vivere un sogno e vederlo materializzarsi giornata dopo giornata. Il primo posto, del resto, dista solo due punti. Per questo a Portogruaro credono nella conquista della cadetteria, sopratutto mister Calori, che ha forgiato un complesso equilibrato e allo stesso tempo camaleontico per necessità. Mancano solo cinque giornate al termine della stagione regolare, ma il Porto è ancora lì, issato tra le grandi. In fondo basta crederci, anche senza nomi altisonanti.

Durante il girone d’andata, molti credevano che il Portogruaro fosse una meteora, anzi un fuoco fatuo. Oggi cosa risponde agli scettici?  “Lo scetticismo era generalizzato, c’era anche da queste parti. Nessuno pensava che avremmo disputato un campionato del genere, invece strada facendo abbiamo composto un bel gruppo di giovani che hanno voglia di emergere. Tra l’altro giochiamo anche un buon calcio, come riferiscono gli addetti ai lavori. Ora a cinque giornate dalla fine siamo a due punti dalla prima in classifica. Siamo la squadra che ha conquistato più vittorie in trasferta: ben sette. Inoltre sempre fuori casa abbiamo segnato più reti di tutti : diciotto per la precisione. Questo è sicuramente frutto di un lavoro che è stato svolto al meglio da tutti noi. Un grande plauso va fatto ai ragazzi che mi hanno sempre seguito. Ho cercato anche di ruotare gli uomini a mia disposizione e coloro i quali sono stati chiamati in causa hanno offerto prove importanti. Adesso dobbiamo terminare nel migliore dei modi il torneo ed alla fine tireremo le somme. Non abbiamo sassi da toglierci dalle scarpe. Dico solo che, quando c’è un minimo di programmazione, i risultati vengono raggiunti”

Ha affermato di avere ruotato spesso i suoi uomini. Crede che l’essere camaleontici sia un punto di forza della sua squadra?  “Questo cambiamento tattico è nato da infortuni gravi che hanno colpito  alcuni calciatori non rimpiazzabili, dunque non avendo la possibilità di sostituirli,  sono stato costretto a cambiare modulo. I ragazzi hanno lavorato molto e si sono adattati alle variazioni. L’eclettismo sicuramente è una dote importante, in quanto non si danno riferimenti agli avversari, che magari si preparano durante la settimana per contrastare un determinato assetto tattico e, invece, la domenica successiva, se ne ritrovano di fronte un altro. Tra l’altro noi siamo in grado anche di cambiare modulo in corso di gara. Tutto questo è stato possibile, lo ribadisco, grazie alla disponibilità dei ragazzi, che applicano al meglio ogni mio dettame con intensità e spirito di sacrificio. Quest’ultima è una qualità che reputo fondamentale. A dire il vero nella prima parte del torneo abbiamo utilizzato sempre lo stesso modulo, poi gli infortuni, come ho detto prima, ci hanno indotto a cambiare”.

Conosce le vicissitudini che sta attraversando il Taranto. Alla luce di queste che avversario attende per domenica prossima? Crede che ci sarà una reazione d’orgoglio da parte degli jonici o dal suo punto di vista questo inciderà poco? “Indipendentemente dalla reazione che avranno i nostri avversari, il Taranto è una compagine che ha 40 punti in classifica ed è in piena lotta play off. E’ chiaro che, quando porti dietro il nome di una città importante, hai anche delle esigenze maggiori che si abbinano alle pressioni e alla voglia di avere “tutto e subito”. Però questo, a volte, può risultare nocivo. Per il resto non entro nel merito delle dichiarazioni che sono state fatte in questi giorni, in quanto non conosco bene la realtà, ma ci credo poco. Il Taranto è comunque una squadra importate, coperta in più ruoli, e quindi sarà una partita da affrontare con la massima attenzione, come del resto facciamo in genere. Il nostro intento è chiaramente quello di confermarci anche a Taranto, ma per farlo dovremo essere artefici di una grande prestazione”.

A proposito di situazione ambientale, a Portogruaro si vive una realtà agli antipodi rispetto a quella di Taranto. La tranquillità della città veneta ha in qualche modo agevolato il suo lavoro e quello della squadra? “Non lo so. Sicuramente abbiamo meno pressioni, soprattutto perché alla vigilia del campionato non era stato pronosticato un torneo di vertice. Per disputarlo hai bisogno di valori importanti, tra i quali anche un pubblico in grado di spingerti. Noi abbiamo un piccolo pubblico sempre presente, ma non paragonabile a quello trascinante di piazze come Taranto, Verona e Foggia. Alla lunga non saprei dire quanto l’apporto del pubblico possa darti o toglierti. Penso proprio alla realtà di Portogruaro paragonata a quella di Taranto, due piazze partite con aspettative diverse”.

Quanto ci pensa al primo posto? “Io ci penso, infatti ai miei ragazzi dico: siamo li e possiamo realizzare un sogno. Non posso certo togliere un sogno a dei calciatori che hanno voglia di combattere. Ogni settimana creo un obiettivo ai miei atleti, voglio che provino l’ebbrezza di stare lassù, magari per arrivare alla gara contro il Verona a pari punti o con qualche lunghezza in più rispetto a loro. E’ chiaro che poi ce la giochiamo. Non so dove arriveremo, ma io devo comunque guardare in alto, perché questo, a mio parere, è lo spirito giusto per conseguire risultati importanti”

Enrico Losito -. www.calciopress.net

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