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Roma_Olimpico Qualche settimana fa avevamo riportato la vicenda kafkiana di una famigliola di Parma che non era riuscita a entrare allo stadio Franchi di Siena per assistere alla partita, raccontata sul sito www.boysparma1977.it. La storia, come sempre, si ripete. Un altro padre di famiglia si sfoga, stavolta il caso riguarda lo stadio Olimpico (nella foto) sul sito www.asromaultras.it.

Credeteci, una testimonianza che merita di essere letta e riletta. Spiega più e meglio di mille tavole rotonde a che punto è arrivata la deriva del calcio nell’ex Belpaese. Fa capire perché l’Italia (dopo aver perso Euro 2012) perderà anche la grande occasione di Euro 2016 e come mai una squadra di serie B inglese come il Newcastle riesce a portare allo stadio un numero di spettatori per noi inimmaginabili.

“Sono un padre di famiglia di 42 anni e domenica in occasione di Roma-Atalanta, avevo deciso di portare i miei figli, gemelli, insieme a mia moglie allo stadio per il loro esordio all’Olimpico. Questa mattina dopo le 12, come da comunicato AS Roma, mi reco presso la biglietteria del Gran Teatro a Tor di Quinto ad acquistare 2 biglietti di Tevere Centrale 50 euro l’uno, i bambini potendosi ancora sedere sulle nostre ginocchia non ne avevano bisogno. Dopo aver dato i documenti in originale ed aver atteso la stampa dei biglietti il ragazzo dietro il vetro mi comunica che io, in quanto abbonato, non potevo richiedere un biglietto a mio nome in un altro settore.

All’inizio chiedo spiegazioni ma capisco subito che il ragazzo non sa come e cosa fare e decido quindi di lasciar perdere e di rivolgermi direttamente alla biglietteria di Trigoria. Verso le 15.10 chiamo Trigoria e spiego la mia situazione. La persona che mi risponde in un primo tempo chiede informazioni mettendomi in attesa,quando torna al telefono mi risponde che il “sistema non lo consente” ed è la prima volta che ci capita.

A questa risposta, molto umiliante, cerco di far capire a chi sta al telefono che avendo dei bambini di 6 anni non avrò mai il piacere di poterli portare allo stadio con me se non alla condizione di cambiare abbonamento, o addirittura di non farlo proprio, così in anagrafica non risulterò possessore di un posto allo stadio, ovviamente il mio interlocutore “molto romanista” ha risposto: sì.

Dopo ripetute proteste, molto pacate, ho chiesto di parlare con un responsabile della biglietteria e mi è stato risposto che tanto non ne avrebbe saputo più di lui, oltrepassato anche questo di limite ho chiesto come si chiamasse per sapere con chi avevo parlato ma come da copione ha rifiutato.

Vorrei intanto ringraziare chi ha concepito questo “sistema” poi il ministro Maroni per aver avuto la lungimiranza di rendere facile l’accesso allo stadio alle famiglie ed in ultimo all’AS Roma che non solo accetta queste condizioni senza sapere le conseguenze ma non trova una soluzione agevole per risolvere il problema.

PS: una soluzione la avevo paventata io proponendo di inibire il mio abbonamento per domenica così da risultare “LIBERO” di poter acquistare un biglietto. Troppa fantasia e acume,mandare allo stadio con la progenie uno che pensa, è PROIBITO”. 

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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