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taranto-portogruaro32Il tre è la rappresentazione del numero perfetto. L’assunto però risulta relativo, sopratutto se si parla di sconfitte per giunta consecutive: quelle racimolate dalla gestione Passiatore tanto per intenderci. Il Taranto con il giovane tecnico sperava in una svolta che abbracciasse in particolare la continuità di risultati. In effetti questa c’è stata, ma in negativo. Il mister, almeno ufficialmente,   gode ancora della fiducia dei vertici dirigenziali. Ma per quanto tempo? Il bonus sta per esaurirsi e la gara di domenica prossima contro il Lanciano potrebbe rappresentare l’ultimo salvacondotto per la sua panchina (nella foto: una fase della gara).

NOTE POSITIVE. Malgrado la sconfitta contro il Portogruaro, qualche segnale confortante c’è stato. Ad esempio la combattività incarnata da elementi come Giorgino e Prosperi, ma anche una maggiore ricerca della conclusione a rete (sopratutto dalla distanza). A questo ci aggiungiamo il ritorno alla segnatura: evento che non si verificava dal lontano 21 febbraio scorso (Taranto-Pescina 2-0). E’ giusto sottolineare, comunque, che la rete è giunta grazie all’incursione di un difensore (Prosperi nella fattispecie). Gli attaccanti? Non pervenuti anche per questa domenica. Il reparto offensivo continua a cambiare protagonisti, ma la sostanza non muta: gli attaccanti rossoblu restano nuovamente a secco.

BRUCATO SI, BRUCATO NO. Prima contattato, poi tenuto in stand-by. Questa è la vicenda legata a Giuseppe Brucato, recente allenatore dei rossoblu, che nel volgere di una giornata (domenica scorsa per la precisione) è stato prima allertato dalla società jonica per un suo eventuale ritorno alla guida del Taranto, ma in seguito tutto è stato congelato. La confusione regna sovrana? Forse no, probabilmente è solo una questione di contrafforti. Intanto il vento foriero di tempesta continua a spirare. Lo stesso Brucato, nella serata di domenica, aveva lasciato solo intendere: frasi sfumate, quasi di circostanza.  Il trainer siciliano si era trincerato dietro un diplomatico: “Chiedete informazioni al presidente o in alternativa a suo figlio”. Vicenda chiusa? Riteniamo di no, perchè mister Passiatore, come detto in precedenza, è titolare di una fiducia a tempo determinato: una settimana per affrontare il Lanciano e batterlo. In caso contrario tutti i giochi si riapriranno.

PORTOGRUARO CAMALEONTICO, MA… I veneti hanno dimostrato allo Iacovone di essere una formazione pratica, sbarazzina e aiutata da una buona dose di fortuna (ingrediente indispensabile per ogni impresa). Il tecnico Calori ha forgiato una squadra eclettica e capace di adattarsi ad ogni necessità. Il Portogruaro ha iniziato la gara utilizzando il 3-4-1-2 per fare fronte all’emergenza difensiva: Madaschi e Gotti squalificati, Siniscalchi assente per problemi di famiglia. In effetti Altinier e compagni hanno subito la veemenza iniziale dei rossoblu, i quali, comunque, rete a parte, sono riusciti a rendersi pericolosi sopratutto grazie alle conclusioni dalla distanza. Nella ripresa mister Calori ha mutato assetto alla squadra che è passata al 4-3-1-2: Vicente ha operato da frangiflutti davanti alla difesa, Cardin e Pondaco hanno arretrato il loro raggio d’azione, pur non disdegnando la sortita offensiva; mentre i due interni Espinal e Mattielig si sono allargati verso l’esterno formando una sorta di rombo di centrocampo con il trequartista Cunico. Tale assetto ha permesso ai veneti di presidiare meglio gli spazi, in particolare le fasce, creando nel contempo manovre più ficcanti in contropiede. Proprio su una di queste ripartenze è nata la rete del pareggio realizzata da Marchi. Di contro gli jonici, nella ripresa hanno diminuito la loro intensità di gioco. Fisiologico il calo, se consideriamo un primo tempo dispendioso, nel quale il solito Giorgino ha cantato e portato la croce. Il mediano brindisino ha corso  per due ed ha anche cercato qualche verticalizzazione (qualità non propriamente nelle sue corde). A questo ci aggiungiamo la discontinuità di Di Roberto abbinata alla poca adattabilità sulla catena mancina di Cuneaz. Capitolo a parte merita Rajcic. Il croato ha provato a dare ordine alla manovra, ma il passo greve e l’indolenza lo hanno tradito. Non è la prima volta. Sull’attacco è inutile ripeterci, rischieremmo di risultate ridondanti.

RITIRO A BISCEGLIE. Il club di via Martellotta ha comunicato, attraverso una nota stampa, che squadra e staff tecnico riprenderanno la preparazione di martedì nel ritiro di Bisceglie. Tale decisione è stata assunta, si legge nel comunicato, per favorire la concentrazione e il lavoro di atleti e tecnici.

Enrico Losito www.calciopress.net

 

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