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2010_Cavese_PotenzaNei sogni del tifoso cavese, mettendo per un attimo da parte le problematiche societarie, la settimana successiva al match contro il Potenza doveva essere utile per stilare la tabella di marcia verso i play-off. I presupposti vi erano e come, a partire dalle ultime prestazioni e dalla vittoria contro il Taranto. Poi però qualcosa si è rotto e la Cavese scesa in campo al “Viviani” è stata solo il fantasma di quella dell’ultimo mese. Un solo tiro in porta, mai davvero pericolosa e incapace di accennare a una reazione dopo l’immediato vantaggio potentino, la formazione messa a punto da Stringara si è rivelata inefficace tatticamente, ma stavolta a questa inefficacia non ha sopperito la grinta tipica di questa squadra. E ora non resta che leccarsi le ferite.

«Dopo un grande girone di ritorno, sbagliare una partita ci può stare», questo il coro che si leva da casa Cavese mentre la piazza non lesina critiche al tecnico e men che meno ai calciatori, accusati da alcuni malpensanti di scarso impegno premeditato, alla luce della difficile situazione societaria. A queste accuse, il capitano Alberto Nocerino non ci sta: «Dà fastidio sentire queste cose, soprattutto per un gruppo che in questi mesi ha lavorato sempre seriamente, facendo tanti sacrifici, anche economici. Siamo una squadra con tanti giovani, preoccupati per la situazione, i problemi ci sono e non li nascondiamo, e finora siamo riusciti a tenerli lontani dal campo. Poi arriva il momento in cui questo “sforzo” mentale non ti riesce e paghi dazio, come accaduto domenica». Purtroppo stavolta sbagliare una partita vuol dire abbandonare definitivamente sogni di gloria che avevano anche ragione di esistere. Ma adesso bisogna essere realisti e guardarsi alle spalle. Si torna a parlare di salvezza. Il mai domo Potenza del vulcanico Capuano ha ridestato incubi che sembravano cancellati. La Cavese ha però la possibilità di essere arbitra del proprio destino. In sequenza, gli aquilotti affronteranno quattro squadre che sono nella propria scia, a partire dall’Andria di Papagni. Contro i pugliesi, quintultimi a due punti dalla Cavese, la vittoria significherebbe salvezza quasi acquisita. “Quasi”, poiché il ruolino di marcia delle ultime ha assunto un ritmo forsennato. La quota salvezza potrebbe alzarsi ma, come detto, la Cavese sarà responsabile della propria sorte.

Almeno di quella sul campo. In seno alla società, nonostante le continue rassicurazioni, appare ormai certa la smobilitazione a fine stagione. Qualcosa intorno, però, si sta muovendo. L’imprenditore Giuseppe De Marinis, oltre a vagliare in termini economici la possibilità di rilevare il club da Antonio Della Monica e soci, avrebbe già abbozzato un organigramma dirigenziale della possibile Cavese del futuro. Si tratterebbe di un riassetto parziale, almeno riguardo la prima squadra, attingendo dal Cosenza, con Massimiliano Mirabelli nel ruolo di DG e Mimmo Toscano allenatore. Nei quadri dirigenziali, naturalmente, anche Francesco Pratola, fidato collaboratore di De Marinis. Ipotesi comunque tutte da verificare. Di sicuro c’è l’interesse, così come la trattativa. E per il calcio a Cava de’ Tirreni sembra l’unica possibilità.

Davide Lamberti www.calciopress.net

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