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PlatiniIl presidente della Uefa, Michel Platini (nella foto), è intervento ieri a Bruxelles al Comitato delle Regioni (CdR). Il CdR è l’assemblea politica che dà voce alle realtà regionali e locali nella definizione della politica e della legislazione dell’Unione Europea.

Nel suo discorso, Platini ha innanzitutto sottolineato l’enorme popolarità del calcio e il suo ruolo fondamentale come collante sociale in grado di abbattere barriere e avvicinare la gente. Ha poi toccato una serie di temi  a lui particolarmente cari, delineando il modello di calcio che la Uefa vorrebbe esportare in Europa nel prossimo triennio. Vediamo le indicazioni salienti emerse dal suo discorso, utilizzandone alcuni stralci.

Riconoscimento della specificità dello sport e dell’autonomia delle federazioni sportive. “Soltanto federazioni autonome possono garantire al movimento sportivo la specificità, la libertà e lo spazio di cui necessitano rispetto ai requisiti politici. Le istituzioni europee devono, in via prioritaria e senza riserve, instaurare un dialogo con le federazioni sportive europee democraticamente elette”.

Difesa del modello sportivo europeo. “L’attuale modello sportivo europeo va tutelato in quanto perfettamente adeguato all’Europa attuale”. Riferendosi al suo modello piramidale, Platini ha spiegato che la caratteristica principale è quella di basarsi sulla solidarietà finanziaria fra tutti i gradini della piramide, dai club amatoriali fino alle più importanti competizioni Uefa. “Pertanto, è importante preservare l’integrità del modello affinché venga assicurata la chiarezza delle regole del gioco, venga riconosciuto il proprio valore sociale e formativo e venga protetta la specificità del modello sportivo”.

Fair play finanziario. Il Fpl mira a creare maggiore stabilità all’interno del calcio europeo. “In poche parole: non si può spendere più di quanto si guadagna. Siamo dovuti passare da un sistema imperniato sulla generosità di alcuni importanti proprietari a un sistema basato su principi di ortodossia finanziaria, bilanci in equilibrio e autosufficienza”. I club europei, ha proseguito il presidente della Uefa, avevano capito da tempo che il calcio si trovava sul baratro, e hanno colto questa opportunità per la definizione di un modello economico più sostenibile. Nuovi regolamenti entreranno presto in vigore per rinforzare gli elementi finanziari del sistema delle licenze ai club UEFA. “Ottenere la licenza è un prerequisito indispensabile per partecipare alle nostre competizioni”, ha concluso Platini.

Lotta contro la corruzione e le gara truccate. Il denaro generato dallo sport professionistico stimola l’avidità e la criminalità organizzata. “Lo sport si trova di fronte a un pericolo mortale, e il calcio ha reagito. Abbiamo posto in atto un sistema di preallarme in tempo reale che copre l’intera Europa. Stiamo collaborando con le autorità nazionali, in particolare con le forze di polizia e le autorità giudiziarie”. Questo sistema va protetto dalla legislazione europea, secondo Platini. “Non rendiamo le partite troppo attraenti per la criminalità organizzata”.

Violenza, razzismo e xenofobia. “Sono piaghe sociali che hanno investito anche il calcio. Tuttavia, sono stati fatti progressi grazie alla collaborazione fra la Uefa, le istituzioni europee e i governi nazionali. Siamo sulla strada giusta. Non soltanto la violenza è in calo nelle principali competizioni UEFA, ma veniamo anche da due tornei EURO in Portogallo e Austria/Svizzera in cui non si sono praticamente registrati incidenti. Siamo arrivati al punto in cui possiamo ragionevolmente pensare di trasformare questi appuntamenti calcistici in vetrine culturali e turistiche per le città sede”.

Tutela dei minori. Platini ha quindi rivolto un pressante invito all’Unione Europea affinché, alla luce dei molti casi di giovani calciatori che hanno lasciato i propri paesi per passare a un club dietro pagamento, ma senza una scolarizzazione cui aggrapparsi nel caso in cui non avessero sfondato nel calcio.

In chiusura, Platini ha fatto riferimento alla filosofia di Nelson Mandela secondo cui lo sport ha la capacità di cambiare il mondo perché ha la capacità di ispirare. Si potrebbe addirittura affermare che è più forte della politica e dei governi nell’abbattere le barriere razziali e nel sormontare discriminazione e pregiudizio. 

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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