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Cavese_gol_SchetterGiulianova-Cavese arriva al termine di una settimana travagliata in casa Cavese, tra defezioni tecniche e la trattativa di cessione societaria che si arena. Poi c’è il Giulianova, avversario ostico e storicamente indigesto ai metelliani, allenato dall’ex centrocampista aquilotto Bitetto. Al “Fadini” serve l’acuto per mettere la salvezza in cassaforte. 

Tutti in città attendevano notizie sull’esito della trattativa tra De Marinis e il gruppo Della Monica per l’acquisizione del club. L’imprenditore nocerino, acquisite e analizzate le scritture contabili del club metelliano, ha dichiarato di aver avanzato la sua proposta che consisterebbe nel coprire i debiti attuali (si parla di un milione e mezzo) con l’aggiunta di una “buonuscita”. Attesa una risposta dalla società che però pare declinare, confermando l’interesse a proseguire alla guida del club, pur in situazione di grave difficoltà economica. Non sono in programma incontri tra le parti e questo rischia seriamente di far arenare una trattativa che De Marinis aveva tutta l’intenzione di concludere. 

Venendo alla partita, la Cavese ha l’obbligo di provare ad espugnare il “Fiadini”. In trasferta non si vince dal match di Pescara (unico acuto esterno stagionale) e con le dirette concorrenti alla salvezza i metelliani hanno raccolto la miseria di 8 punti sui 33 disponibili. C’è bisogno di un cambio di marcia, rimandato già due volte nelle ultime settimane. I precedenti col Giulianova sono comunque favorevoli (due vittorie tre pareggi) anche se i giallorossi hanno sempre infastidito non poco la Cavese nelle ultime tre occasioni. Difficile risulterà tenere a bada una squadra reduce da un successo esterno (sul Pescina) che ne rilancia le ambizioni in chiave salvezza. Paolo Stringara ne teme le doti atletiche: «Sono una squadra giovane – dice il tecnico -, corrono tanto; non hanno giocatori di spicco ma la loro “incoscienza” dovuta alla giovane età fa di loro una squadra imprevedibile. Noi dovremo andar lì a imporci ma senza cercare di strafare facendo capire fin da subito che vogliamo comandare il gioco». 

Sul piano tecnico la settimana si era aperta con una brutta tegola per Paolo Stringara. Il difensore Luigi Cipriani si era fermato per un fastidio al ginocchio destro che visite di controllo hanno dimostrato essere causato da un serio problema al menisco. Il tecnico, nonostante il recupero del lungodegente Rapino, era stato costretto ad apportare modifiche tattiche alla formazione. Per il centrale ciociaro si teme necessaria un’operazione, momentaneamente scongiurata da un controllo specialistico. Fatto sta che Cipriani è tra i convocati ma la sua presenza sarebbe comunque da escludere. Per cui si opterà per la soluzione provata in partitella giovedì: difesa a quattro per un 4-2-1-3 tanto caro a Milan e Inter. Nocerino e D’Orsi i centrali, Bacchiocchi e Radi terzini; Maiorano e Scarrozzi in mediana con Favasuli sulla trequarti, alle spalle del trio Schetter-Turienzo-Insigne.  

Davide Lamberti www.calciopress.net

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