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Torino_Meroni Ne avevamo già parlato in un articolo di presentazione del 25 febbraio scorso, che vi riproponiamo. La storia a ritroso di Gigi Meroni, raccontata a fumetti, sarà infatti in edicola da domani 25 aprile 2010. Una data speciale, di quelle da cerchiare in rosso. E non solo per i tifosi granata del Toro. 

Il ribelle granata” è il titolo di un volume di 144 pagine, disponibile a partire da aprile. La casa editrice padovana BeccoGiallo, in linea con la vocazione sportiva che nel gennaio scorso ha prodotto la pubblicazione di “Fausto Coppi, l’uomo e il campione” (in occasione del cinquantenario dalla morte dell’Airone), intende stavolta ricordare un altro campione prematuramente scomparso. Stiamo parlando di Gigi Meroni.

Il popolare giocatore granata morì a soli 24 anni, una domenica sera del 1967. Nel pomeriggio si era giocata la partita con la Sampdoria. Meroni stava attraversando a Torino corso Re Umberto, con un compagno di squadra, quando fu investito da un’automobile.

Era un folletto, Gigi Meroni. Uno straordinario fuoriclasse, dallo stile indefinibile e dal dribbling imprevedibile. Un calciatore geniale. Il suo look, in linea con un modo unico di giocare votato al divertimento, esprimeva il senso e il gusto della libertà che ne contrassegnava anche lo stile di vita. Capelli a volte lunghi, barba talora incolta, calzettoni rigorosamente calati alla caviglia. In altri periodi optava viceversa per scelte estetiche più dandy, nel solco di un’eleganza a dir poco strabordante.

Nella sua breve carriera vestì le maglie del Genoa e del Toro, di cui è rimasto un’icona. Storico il suo rifiuto di trasferirsi alla Juventus per la cifra, stratosferica per quei tempi, di un miliardo di lire. Quasi a voler certificare cosa si debba intendere quando si parla di uomini liberi.

Un mito granata che oggi rivive in un fumetto. BeccoGiallo sta per pubblicarne la storia, scritta dallo sceneggiatore Marco Peroni e trasformata in immagini dal disegnatore Riccardo Cecchetti.

Secondo Cecchetti “Il ricordo di Meroni vale per i tifosi granata, ma non solo. Vale per quello che ha rappresentato nel calcio e nella società italiana negli anni ’60: un ribelle, ma positivo. E nel volume c’è una particolarità, le prime pagine coincidono con la sua ultima partita con il Torino prima di morire, poi si va a ritroso nel tempo e all’ultima pagina troviamo Gigi bambino”. Marco Peroni sottolinea a sua volta: “Gigi Meroni non assomiglia a nessuno, se penso al calcio di oggi. Per lui prima c’era il “bello”, poi veniva “l’utile”. Ora come ora è impossibile, il calcio è sempre meno gioco”.

Sono due tifosi del Toro, ovviamente, Peroni e Cecchetti. Il quale ultimo chiosa: “Che devo dire, il cuore granata batte comunque. Mi ostino ad andare in curva, ma ora come ora mi sembra una specie di accanimento terapeutico”.

Bentornato tra noi caro indimenticabile Gigi, vecchio Cuore Toro. Anche se solo in fumetto. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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