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Pallone e TribunaLa stagione 2010-2011 potrebbe essere per il nostro calcio quella della tanto attesa svolta a livello organizzativo, foriera di virtuose ricadute per un sistema uscito fortemente impoverito sul piano tecnico dall’ultimo lustro. La deriva è tale che l’Italia sta per essere superata nel Ranking Uefa dalla Germania, con i tedeschi pronti a soffiarci il terzo posto occupato in classifica alle spalle di Inghilterra e Spagna.

A giugno di quest’anno si concretizzerà la scissione tra la serie A e la serie B. L’attuale presidente della Lega calcio, Maurizio Beretta, sta completando il difficile compito di arrivare (grazie anche alla fattiva collaborazione della Figc) a due Leghe distinte, anche e soprattutto dal punto di vista economico, ciascuna con un proprio statuto e con specifiche modalità organizzative. Il primo effetto tangibile sarà quello che riguarda i rapporti con il settore arbitrale. I direttori di gara attualmente inquadrati nell’Aia, esattamente come i club, saranno distribuiti in due categorie tra loro diverse e diversificate.

Sarà anche la stagione nella quale la cessione dei diritti tv avverrà, ope legis, in forma collettiva e non più individuale. Per la serie A la torta da spartire corrisponderà a circa 900milioni di euro (quasi 200 in più rispetto a oggi). Una montagna di soldi che saranno suddivisi per il 40% in parti uguali, per il 30% in base ai risultati sportivi e per il 30% in rapporto al bacino di utenza. Quest’ultima voce potrebbe, tuttavia, dimostrarsi fonte di non pochi attriti tra club grandi, piccoli e emergenti.

Sarà soprattutto il momento in cui potranno essere studiate e allestite nuove forme di ricavo, alternative a quelle della pay tv. Un passaggio fondamentale per risollevare il calcio italiano dalla stagnazione in cui è precipitato e che mette a rischio la sopravvivenza di tanti club. Si tratta di iniziative commerciali e di licensing finora del tutto inesistenti da noi e in grado di produrre un significativo afflusso di capitali freschi. L’entità di questi apporti economici non è allo stato quantificabile, derivando dall’abilità con cui il management della Lega saprà metterle in cantiere e poi gestirle. L’elenco potrebbe risultare quasi stucchevole, vista l’ampiezza dei campi sui quali è consentito spaziare. Ci limitiamo a proporre una limitata sintesi dei possibili campi di intervento:

  • Commercializzazione di prodotti ufficiali
  • Sfruttamento di un sito web ufficiale ai fini del merchandising
  • Varo di un canale televisivo tematico riservato alla Lega
  • Produzione e organizzazione di eventi
  • Convenzioni con associazioni turistiche nazionali e internazionali

Ci fermiamo qui, ma la lista delle iniziative possibili è allungabile come un elastico.

La ciliegina sulla torta potrebbe (dovrebbe) essere rappresentata dall’approvazione della legge sulla costruzione dei nuovi stadi, indispensabile volano di una ripresa che rientra nelle potenzialità di un Paese vitale come il nostro. La Germania ci sta superando nel Ranking Uefa anche in virtù di impianti splendidi e sempre occupati ai limiti della capienza. Ma anche, e soprattutto, perché la Bundesliga rappresenta un esempio di rara efficienza e di straordinaria redditività per tutti i club della massima serie tedesca. Visto che il destino ce ne offre la possibilità, proviamo a emularla. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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