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Taranto_BremecAAA cercasi disperatamente tranquillità. Non sono del tutto svaniti gli echi del vile gesto (scagliate delle grosse pietre), compiuto da alcuni sconsiderati alla  abitazione del tecnico Passiatore ad inizio settimana (lunedì scorso per la precisione ndr), che i rossoblu sono tornati ad allenarsi nella pressochè totale indifferenza. Anche i tifosi, dopo la contestazione di domenica scorsa (inscenata all’aereoporto di Bari contro squadra di ritorno da Verona), sembrano sopiti da una sorta di “pausa di riflessione”. Difficile con questi presupposti preparare una gara cruciale, come quella in programma allo Iacovone tra quattro giorni, contro il dardaneggiante Andria dell’ex tecnico jonico Papagni. Gli uomini di Passiatore, però, hanno il dovere di raccogliere tutte le energie psico-fisiche per conquistare tre punti propedeutici al raggiungimento della salvezza. In tale ottica il trainer tarantino sta meditando dei cambiamenti di modulo e uomini da opporre ai biancazzurri. Le buone notizie giungono dal reparto difensivo, che potrà nuovamente contare su Calori e Migliaccio, entrambi hanno scontato i rispettivi turni di squalifica. Di contro il pacchetto arretrato sarà orfano di Imparato, appiedato per due turni dal giudice sportivo a seguito dell’espulsione rimediata al Bentegodi, oltre al lungodegente Panarelli. I rientri difensivi dovrebbero condurre anche ad una variazione dell’assetto tattico che  passerebbe dal 3-5-2 d’emergenza al classico 4-4-2. Il derby potrebbe riservare altre novità nell’undici rossoblu. Ad esempio si profilerebbe un ritorno dal primo minuto di Corona ed anche l’eventuale reintegro di Scarpa. Queste ed altre ipotesi, comunque, saranno vagliate nel corso della sgambatura di metà settimana in calendario per giovedì pomeriggio (inizio ore 15:00) allo Iacovone.

Rotto il silenzio presidenziale. “Il progetto Taranto in serie B” esiste ancora ed è più forte di prima, anche grazie a quegli errori commessi in buona fede, che hanno acuito in me la voglia di immediato riscatto. Siamo una Società con fame di successi, che sempre punterà al migliore dei risultati possibili”. Si conclude così la risposta che il presidente Enzo D’Addario ha voluto fornire sul sito ufficiale della società alla lettera aperta di un tifoso pubblicata da www.tarantosupporters.com – che di fatto rompe il silenzio nel quale si era rifugiato da qualche giorno. Il presidente afferma tra l’altro di non volersi sottrarre al contraddittorio,”perché nulla ha da nascondere o rimproverarsi” e precisa che “le dichiarazioni rilasciate ad inizio stagione non sono frutto di demagogia o di ego smisurato, addirittura rovinoso” ma della sua matrice imprenditoriale, fondata su concretezza e abnegazione, per far sì che il suo noto ottimismo si traduca in realtà tangibile. “Il risultato calcistico oggi – prosegue il presidente -non è quello sperato, ne sono consapevole ed il primo ad esserne amareggiato”. Tuttavia una società calcistica va valutata anche per la sua solidità strutturale e “sotto questo profilo – afferma il presidente – non ho promesso medicamenti, ho semmai curato e risanato. Tutto con le mie uniche forze, sia economiche che non, senza mai chieder nulla a nessuno. Sempre con impegno e dedizione quotidiana”. D’Addario quindi non abbandona il Taranto e promette di voler andare avanti con le sue convinzioni nella certezza che il tempo gli darà ragione.

Chiamata a raccolta. Il momento è indubbiamente delicato. La posta in gioco nel derby è alta. Il presidente D’Addario ha rilanciato il suo “progetto per la B”, ma questo, ovviamente, passa per la salvaguardia della categoria: salvacondotto propedeutico alle ambizioni future. In tale ottica la società di Via Martellotta chiama a raccolta i tifosi  rossoblu attraverso il seguente comunicato apparso nel pomeriggio di mercoledì sul sito ufficiale del club jonico  “Tornare a vincere in casa. Per la città e con accanto la città. E’ il pensiero ricorrente di questa settimana. Nella consapevolezza che neanche la vittoria potrebbe restituirci la gioia di un bel commiato dal pubblico dell’Erasmo Iacovone. Perché per gran parte della stagione abbiamo inseguito un obiettivo ben diverso da quello che oggi sentiamo il dovere di raggiungere. Come dichiarato dal presidente D’Addario, il progetto di fare grande il Taranto è ancora oggi punto fermo del nostro impegno. Ma oggi quel progetto passa necessariamente dalla salvaguardia della categoria.Tiriamoci fuori. Il prima possibile. Per fare di questa stagione il punto di partenza del nostro rilancio.Tiriamoci fuori. Insieme. Colorando il nostro stadio. Tirando fuori l’orgoglio e il senso di appartenenza. Urlando la voglia di ricominciare da qui per ripartire. Lasciando al dopo partita, alla fine della stagione critiche, fischi e bilanci”. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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