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Gallipoli-GrossetoLa situazione che stanno vivendo giocatori, dipendenti e tifosi (nella foto) del Gallipoli è solo la punta dell’iceberg. Anche a Mantova non se la passano bene. Nella città virgiliana le notizie di cronaca non sportiva hanno ormai soppiantato quelle che arrivano (dovrebbero arrivare) dal campo.

Stiamo parlando della serie B, il secondo campionato professionistico italiano. Qui, come nella Prima e  nella Seconda Divisione di Lega Pro, l’attenzione mediatica è sempre più centrata su temi che con l’aspetto tecnico in sé hanno poco a che vedere. Non si fa che raccontare di stipendi che saltano, di società in crisi, di un debito che lievita e sta aprendo una voragine dentro la quale potrebbe precipitare un numero imprecisato di club.

Qualche giorno fa il presidente dell’Aic,  Sergio Campana, aveva provato a scoperchiare il vaso di Pandora della cadetteria, anche per mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità. La situazione drammatica che si veniva delineando è stata poi da lui stesso ridimensionata e Campana ha dovuto anche sorbirsi frecciate dirette al sindacalismo un po’ troppo spinto dell’Assocalciatori.

Resta il fatto che, in serie B, solo cinque club possono essere definiti virtuosi (AlbinoLeffe, Cittadella, Lecce, Modena e Sassuolo) in quanto gli unici ad essere puntuali nel pagamento delle mensilità ai propri dipendenti. Su tutte le altre società si proiettano ombre più o meno fosche, anche se sono formalmente in regola (ma siamo quasi a maggio…) con gli emolumenti dovuti fino al dicembre del 2009 (saldati a marzo).

Il presidente della cadetteria Fantinel, patron della Triestina, e il coordinatore del progetto della nuova Lega di categoria Paolo Bedin gettano acqua sul fuoco anche se parlano di introiti dimezzati rispetto a quelli di sei anni fa. Sostengono che la cessione dei diritti tv per il prossimo biennio (la raccolta è di circa 28 milioni di euro) e l’accordo con la serie A sulla mutualità potrebbero consentire alla B di camminare sulle sue gambe, anche se gli stadi sono paurosamente vuoti ed è una pena assistere alla rassegna di gol talora pregevoli segnati al cospetto di tribune desertificate.

Per farcela è però necessario che le regole per l’iscrizione vadano drasticamente rivisitate. Su questo punto Lega di B e Associazione Italiana Calciatori sono all’unisono, nonostante alcune divergenze circostanziali. Quali i punti critici sui quali intervenire a tamburo battente, in attesa di una riforma radicale del sistema calcio italiano?  Se ne possono suggerire almeno quattro.

  1. Parametri di riferimento assai più rigorosi di quelli in vigore: ci si domanda perplessi come sia possibile che una società che ha pagato il dovuto solo fino al mese di marzo possa essere ammessa a un campionato professionistico.
  2. Inasprimento delle sanzioni per le società inadempienti: si dovrebbe arrivare fino a 3-5 punti di penalizzazione per ogni irregolarità amministrativa rilevata dalla Covisoc, contro il misero punticino applicato finora.
  3. Introduzione di una fideiussione molto alta (dell’ordine di almeno 2 milioni di euro) e garantita da moneta sonante, a copertura delle inadempienze emerse in corso di campionato in una fase successiva all’iscrizione
  4. Riduzione del numero delle squadre, possibile già dalla prossima stagione approfittando del blocco dei ripescaggi in merito al quale esiste già un parere della Corte di Giustizia Federale.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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