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inter_mourinhoDopo anni di sofferenza l’Inter approda alla finale di Champions League. Lo fa soffrendo al Camp Nou di Barcellona, come era prevedibile che fosse, ma l’obiettivo è stato raggiunto con determinazione e sacrificio. Il suo tecnico ha chiesto un supplemento di queste doti per impedire ai blaugrana di rimontare il risultato dell’andata. Alla fine tutti hanno dato il proprio contributo e quel qualcosa in più che ha fatto la differenza. Solo Thiago Motta è incappato ben presto in un doppio giallo (forse immeritato) che, ad un certo punto della gara, sembrava essere esiziale per la squadra di Mourinho.

Al triplice fischio finale esplode tutta la gioia nerazzurra. Quella dei giocatori, allenatore e staff tecnico. Quella dei cinquemila che hanno accompagnato i nerazzurri in Spagna, alla quale si accompagna la soddisfazione appena contenuta del presidente Moratti (il cui rimpianto, forse, è stato quello di non aver potuto vivere il magico momento assieme ai suoi giocatori in campo). L’Inter si giocherà la finale con il Bayern Monaco il prossimo 22 maggio, allo stadio Bernabeu di Madrid.

Un appuntamento che rievoca piacevoli ricordi in chi, nel 1982, seguì le gesta della Nazionale italiana proprio al Bernabeu conquistò contro la Germaniail titolo di Campione del mondo. Stesso stadio e identica nazionalità degli avversari. Il destino così ha deciso. O meglio lo hanno fatto per lui le scelte di Mourinho e la tenacia di una squadra che, sebbene in difficoltà, non ha mollato di un centimetro. Indietreggiando è vero, ma senza i crismi della resa.

L’Italia del calcio applaude oggi l’Inter del presidente Moratti. Molte le testimonianze di affetto, anche da parte di chi in questo momento sta combattendo sportivamente la corazzata nerazzurra. E’ il caso di Francesco Totti che, dalle pagine del proprio sito ufficiale, ci tiene a sottolineare come l’Inter abbia meritato questa finale. L’Italia calcistica, almeno per una volta, si stringe tutta (o quasi) in un abbraccio collettivo, consapevole che solo con questi atteggiamenti è possibile riportare il calcio italiano a livelli di eccellenza. D’altronde le sconfitte e le gufate portano solo a perdere posti in Europa.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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