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ABETE_presidente_FigcDal Consiglio Federale che si è svolto l’8 aprile 2010 sotto la presidenza di Giancarlo Abete (nella foto) potrebbe scaturire una vera e propria rivoluzione che modificherà il format dei campionati italiani, dalla serie A alla serie B passando per la Prima e la Seconda Divisione della Lega Pro, già a partire dalla prossima stagione.

Tutto è legato all’introduzione del sistema delle Licenze Nazionali, che si coniuga alla ormai inderogabile esigenza di ridurre in modo drastico la pletora di 132 club (un’alta percentuale dei quali già oggi insolventi) che zavorra il nostro professionismo in un momento nel quale le risorse economiche sono ridotte ai minimi termini. Cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere, prendendo spunto dal comunicato pubblicato sul sito web della Figc.

Il sistema delle Licenze Nazionali. Durante il Consiglio Federale del 08/10/2020 la Commissione composta dai rappresentanti di tutti le componenti interne ha tenuto, in sede tecnica, una serie di riunioni attinenti alle Licenze Nazionali. Si tratta di un innovativo sistema, previsto dallo Statuto della Figc, che sostituirà la normativa per le iscrizioni ai campionati. Esso prevede la graduale introduzione di nuovi criteri sportivi, organizzativi e infrastrutturali in aggiunta a quelli economici e finanziari già in vigore.

I tempi di attuazione. Sulla bozza di regolamento si è aperta una discussione nella quale sono intervenuti i consiglieri Lotito, Albertini, Macalli, Andreoletti. Nei prossimi giorni il presidente Abete convocherà un incontro operativo con tutte le componenti per definire il nuovo quadro regolamentare. Nel prossimo Consiglio Federale, entro il mese di aprile, sarà portato in approvazione il sistema delle Licenze Nazionali. Esso costituirà la nuova normativa di riferimento per l’iscrizione ai campionati di serie A, serie B e Lega Pro (Prima Divisione e Seconda Divisione) a partire dalla stagione 2010-2011.

Le modifiche normative proposte. Nella lunga riunione in cui è stato affrontato il problema dell’applicazione delle nuove licenze per l’iscrizione ai campionati di competenza, si è progressivamente delineata una riforma dei campionati che va ben oltre la separazione tra Lega di serie A e Lega di serie B, assumendo i caratteri di una vera e propria rivoluzione del format dei campionati. Infatti si dovrebbero attuare, già a partire dalla prossima stagione, una serie di modifiche che proviamo a riaasumere: 1. abolizione dei ripescaggi;  2. aumento delle fideiussioni per l’iscrizione ai campionati di Lega Pro: si prevedono cifre dell’ordine di1,5 milioni di euro per la Prima Divisione e di 1 milione di euro per la Seconda Divisione; 3. punti di penalizzazione per ogni stipendio non pagato anche nella stagione in corso; 4. aumento delle sanzioni, che saranno superiori all’attuale massimale di 2 punti per ogni infrazione amministrativa; 5. stadi a norma e logisticamente adiacenti alla società, con divieto di emigrazione in sedi diverse.

Gli scenari futuri. Il blocco dei ripescaggi, se confermato, porterebbe da solo a una selezione naturale e ad un ridimensionamento numerico dei club iscritti. Sembra che la proposta incontri oggi il parere favorevole anche della serie B e della Lega Pro, fin qui recalcitranti. Se i club falliti non venissero rimpiazzati, in serie B la modifica del format sarebbe un dato di fatto già dalla prossima stagione (in Consiglio Federale si è parlato di tre società della cadetteria ad altissimo rischio Ricordiamo che una sentenza della Corte di Giustizia Federale ha ritenuto illegittime le riforme a campionato in corso, ma legittime quelle in cui la modifica del format dei campionati è legata al blocco dei ripescaggi. e non come campionati riformati (non sono ammesse dalle Carte Federali).

La fattibilità del progetto. E’ ovvio che una rivoluzione copernicana  come quella che si sta provando ad attuare incontrerebbe resistenze coriacee. Si moltiplicheranno i ricorsi alla giustizia ordinaria e ai Tar. Il fatto è che lo stato cachettico del calcio italiano non può più prescindere da decisioni drastiche.

Il nuovo (ipotetico) format dei campionati italiani. Come potrebbe uscire il calcio italiano da questa riforma? Il quotidiano Tuttosport ha fatto una ipotesi che prevederebbe un totale di 98 club professionistici iscritti a tre categorie: la serie A con 18 squadre, la serie B con 20 e la Lega Pro con 60 (tre gironi da 20 oppure un girone d’Eccellenza e due di Seconda divisione). Fantacalcio? Staremo a vedere. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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