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Li_Fi_SiStagione amara per le squadre toscane di serie A. Livorno e Siena retrocedono in serie B, mentre la Fiorentina sta concludendo uno dei suoi peggiori campionati. Una stagione, quella delle squadre toscane, almeno per quanto riguarda i labronici ed i senesi, che è figlia di una programmazione sbagliata, condita da cambi tecnici affrettati o se vogliamo arrivati troppo tardi. Ed ecco che a pagare dazio in serie A è proprio la Toscana con due squadre che retrocedono in cadetteria, a fronte di tre retrocessioni.

Livorno: Il tormentone appare essere sempre lo stesso: Spinelli si, Spinelli no. Una parte della tifoseria vede nel presidente ligure un’ancora di salvezza a cui la città deve ancorarsi in maniera ferma, per non tornare ai tempi di quando i Livornesi preferivano il basket al calcio. Di contro c’è chi ritiene che uno dei mali, forse il più grave, è da identificare proprio nel numero uno della società, accusato di essere troppo frettoloso nelle proprie scelte e, spesso, troppo protagonista. Un cammino, quello tra il Livorno e Spinelli, che appare ormai essere arrivato al termine. Il presidente, stanco di questa situazione ha dichiarato di voler cedere il passo e, a differenza di altre volte, ha comunicato la cifra per la cessione del club amaranto. Appare scontata, o quasi,  la fine di un ciclo, che è bene ricordare, ha portato i labronici dal calcio infernale di serie C, a quello di massima espressione. Almeno in questo i tifosi livornesi devono la propria riconoscenza, verso un personaggio discusso e discutibile, ma che di certo ha fatto il bene di questa squadra e della città.

Siena: Chi conosce a fondo questa città sa quanto tutto ruoti attorno al Monte dei Paschi. L’impegno e il disimpegno della fonte primaria senese, decida anche le sorti sportive delle squadre del territorio. Non a caso lo sport in assoluto più seguito a Siena, e che meglio si pone sullo scenario italiano ed europeo, risulta essere il basket, dove da decenni il MPS ha gettato il suo impegno. Questo lo si è visto anche con la Robur  quando è stata presa per mano dal sodalizio bancario, che nel breve giro di alcune stagione ha portato i bianconeri dalla terza, alla massima serie. Il Siena ha mantenuto la serie A per ben sette anni, e non è un caso se proprio nella stagione del disimpegno, più o meno celato, la Robur si ritrova a fare i conti con una retrocessione. L’MPS però ha già fatto sapere che continuerà a sostenere i colori bianconeri, in qualità di sponsor. Da questo  e,  dal mantenimento di alcuni fondamentali giocatori, dovrà ripartire il presidente Mezzaroma.

Fiorentina: La questione Fiorentina merita un capitolo a parte. Non tanto per il blasone della squadra del presidente (?) Andrea Della Valle, quanto per stabilire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Il tifoso viola, si sa, è uno di quelli dal palato fino ed accontentarlo resta missione ardua, quasi impossibile. E’ doveroso però fare chiarezza su un punto: quella che da sempre era la settima sorella, in questi ultimi anni è divenuta per tutti la quarta. Un salto di categoria che ha visto la Fiorentina centrare l’obiettivo Champions League in più mandate, merce rara anche nelle stagioni più prolifere. Gente capace in ogni ruolo, ha saputo lavorare per il bene di questa squadra, a partire dalla sua dirigenza, passando per Pantaleo Corvino, terminando a quello che da molti è stato indicato quale miglior tecnico della serie A, Cesare Prandelli. In questa stagione la Fiorentina ha vissuto dei momenti di particolare instabilità. Alcuni eventi hanno intaccato quel filo conduttore che aveva caratterizzato le recenti stagioni viola. Le dimissioni di ADV, succedute dal disimpegno di DDV, l’ennesima “bischerata” di Adrian Mutu, e qualche malumore sulle tribune del Franchi, hanno messo a dura prova tutto l’apparato gigliato. Eppure, nonostante questo, la Fiorentina ha saputo rappresentare al meglio il calcio italiano in Europa, sfiorando una meritata qualificazione ai quarti di Champions, per un solo metro. Quello non visto dal signor Ovrebo nella maledetta gara di Monaco. I viola hanno disputato una semifinale di Coppa Italia, lasciando il passo alla corazzata Inter, squadra che ad oggi resta impegnata su tre fronti. Il campionato è stato avaro di soddisfazioni per i tifosi della viola, è vero, ma quanti avrebbero creduto di vivere certe emozioni, vedasi Liverpool, ad inizio stagione? Ora non è il momento dei processi, c’è solo il disperato bisogno di ricompattare un ambiente che tanto bene ha saputo fare. C’è bisogno di tornare a mettere in vista il cartello dei lavori in corso…ai Campini già ci sta.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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