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Cavese_SchetterIl futuro è più cupo che mai. Il gruppo alla guida del club non vuole mollare le redini e nelle scorse settimane ha respinto l’importante offerta di Giuseppe De Marinis, disponibile a ripianare i debiti del club aggiungendo una buonuscita. Della Monica risponde picche e il presidente Fariello annuncia incontri con l’amministrazione comunale che l’assessore allo sport Carmine Adinolfi smentisce. Una situazione paradossale, mentre il countdown che porta al 30 giugno prosegue inesorabile. La crisi del gruppo imprenditoriale di Della Monica non lascia intravedere nulla di buono per la Cavese, e trovare forze economiche disposte ad affiancarlo appare difficile, visti i precedenti coi vari Lombardi e Casillo. Il nodo non si scioglie e, oltre ai tifosi, scende in campo la stampa cavese con una richiesta ben precisa: cedere il titolo sportivo nelle mani del sindaco. Di seguito, stralci del comunicato:

«I giornalisti firmatari della presente vi scrivono per ringraziarVi delle emozioni uniche che come compagine societaria avete consentito a noi, alla tifoseria, ad un’intera città di vivere in un decennio indimenticabile. (…) Quando oggi la Cavese di Stringara si appresta a chiudere nel migliore dei modi una stagione, che appena quattro mesi fa, la buona parte dell’opinione pubblica credeva irrimediabilmente compromessa, le notizie che riguardano il gruppo industriale facente capo ad Antonio Della Monica, sono motivo di preoccupazione economica, sociale e, per quanto riguarda la Cavese, anche sportiva.

Il 3 dicembre scorso, dopo l’ennesima sanzione per lancio di fumogeni, manifestaste, anche provocatoriamente, l’intenzione, “onorato il campionato in corso, senza alcun ripensamento, di consegnare al 30 Giugno 2010 nelle mani del Sindaco di Cava de’ Tirreni il titolo sportivo”. Riteniamo che la vostra esperienza alla guida della società sia stata tra le più esaltanti della centenaria storia della US Cavese. (…) Al contempo ci corre l’obbligo di farci promotori di un comune sentire, di un obbligo morale che la tifoseria di Cava vi chiede come ultimo atto della gestione di tale sodalizio.

Un invito che addolora noi, prima di qualunque altro tifoso della Cavese. Rispettate il vostro intendimento di passare la mano, portando il titolo nelle mani del primo cittadino. Ma consentite a chiunque fosse interessato (eventualmente anche all’interno dell’attuale sodalizio) di beneficiare di almeno due mesi di spazio irrinunciabile dalla più improrogabile delle scadenze (30 giugno) per la prossima iscrizione al campionato. Due mesi necessari per lavorare a mani libere, relazionandosi con il Sindaco, per il bene della Cavese. Il vostro gesto non sarà una resa, ma un atto di responsabilità, che la cittadinanza sportiva, ne siamo certi, non potrà che riconoscervi. Lo stesso atto di responsabilità che vi consentì, in quel mese di gennaio del 2001, di raccogliere il titolo dalle mani della precedente gestione, per il tramite delle Istituzioni all’epoca coinvolte».

Un gesto importante, che attende risposte e si somma alle iniziative dei tifosi per un azionariato popolare che coinvolga l’intera cittadinanza attraverso un comitato e grazie al contributo di testimonial d’eccezione, su tutti Rino Santin, allenatore della Cavese negli anni della B. Già domenica, prima di Cavese-Foggia, sono stati distribuiti volantini di promozione dell’iniziativa e del sito www.sognocavese.it . Tutti segnali di cui si deve tener conto se si ha a cuore il calcio cavese, perché la passione di una città non può avere un prezzo.

Davide Lamberti www.calciopress.net

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