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001_Pallone LegaLa lenta agonia che sta portando la Lega Pro verso una fine che sembra inevitabile, sta vivendo i suoi ultimi atti. Stipendi non pagati, società messe in mora dai creditori, sempre meno spettatori sugli spalti. Ora, come accade di solito nelle categorie amatoriali, si sta vivendo la fase terminale di una categoria che non regge più l’abnorme numero di squadre partecipanti. Alessandria, Igea Virtus e altri club minacciano o confermano la rinuncia a giocare le ultime partite, causa le enormi difficoltà economiche in cui versano.

Ad Alessandria i giocatori sono in sciopero, in quanto non ricevono emolumenti dal mese di dicembre. L’idea dei giocatori era quella di non partire per la trasferta di Benevento. Alla fine si è arrivati a un compromesso e la squadra ha deciso di recarsi nella città sannita. Chi invece ha confermato la sua volontà di non disputare la gara è l’Igea Virtus. La squadra di Barcellona Pozzo di Gotto non affronterà quindi la Scafatese, cui vanno di diritto i tre punti. Parlare di campionato falsato è tanto palese quanto deludente per una Lega Pro che, ogni anno, si trova a fare i conti con ituazioni ai limti alle quali non riesce a porre rimedio.

Ma se la Lega Pro piange, anche la Serie B non ride. Paradigmatica la crisi del Gallipoli. I salentini, trovati i soldi per il viaggio verso la trasferta di Torino, hanno fatto scalo a Milano. Dal capoluogo lombardo, però, è venuta meno ogni possibilità di raggiungere quello piemontese. In loro aiuto è arrivato sportivamente lo stesso Torino, che ha inviato il proprio pullman a Milano per prelevare i giallorossi.

Storie queste che dovrebbero essere all’ordine del giorno nelle categorie amatoriali o poco più ma che, nel calcio professionistico, fanno da cassa di risonanza per un sistema ormai alla deriva. Ogni stagione si vedono sparire società anche dal passato glorioso. Siamo convinti che sia in serie cadetta che in Lega Pro ne vedremo delle belle, con squadre sempre più impegnate a salvare il salvabile e a forte rischio di esclusione dai rispettivi campionati.

Nonostante questo sfascio, di riforme neanche a parlarne. A pagare saranno come sempre i soliti noti, ovvero i tifosi.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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