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Crotone_tifosiNel silenzio assordante di quasi tutti gli addetti ai lavori nazionali, eravamo stati buoni profeti, quando, dopo la chiusura del mercato invernale, la società di Piazza Pitagora aveva messo nelle mani di Franco Lerda (prossimo vincitore della “panchina d’argento”, ambito premio riservato al migliore allenatore della Serie B Tim), una squadrone degno delle rinomate, solite e solide corazzate. Si faceva sul serio: Ginestra, Viviani, Russotto, Degano, Perpetuini, Digao e Castelli, arrivati a dar manforte ad una compagine che già aveva stupito tutti con le funamboliche giocate di Gabionetta, la classe di Cutolo, le parate prestigiose di Concetti, la solidità difensiva di Abruzzese e del sorprendente Legati, la velocità di Morleo e la pratica.. fantasia della bandiera Galardo. Fuochi d’artificio furono e rimbombi in campo sono stati.

Bisogna però essere franchi prima di dire qualsiasi altra cosa: giù il cappello dinanzi alla società crotonese. Quasi un ventennio costellato da successi costanti, poche delusioni, una dittatura sentenziata nel calcio semi-professionistico e poi una organizzazione efficiente ed efficace, condita da umiltà e spirito corporativo, con cui si è dettata legge prima nella ex “Serie C” e poi ancora nella nuova “Lega Pro”. Si era affacciata altre volte nella cadetteria la fregata che fu di Raffaele Vrenna e che ora naviga con al timone Salvatore Gualtieri ed il vento in poppa, salda e minacciosa per chiunque: ma ovviamente questa categoria non ha riservato solo gioie.

Nel corso degli anni, qualche complicazione, momenti difficili, anche tensioni, ma sempre la convinzione che la compattezza granitica dell’organizzazione, riuscisse a sfangarla per poi portare a risultati ambiti da tante piazze molto più popolate. L’aria è cambiata persino per i calciatori stessi: ai tempi che furono, come per tutti i novizi, era persino complicato per il Ds Beppe Ursino convincerli a venire nel mezzo di una comunità che sopravvive tra tante contraddizioni e caparbietà.

Da “rischio” il Crotone Calcio sembra ormai divenuto tappa dovuta e fortunata per chiunque voglia rilanciarsi o esplodere nello sport preferito dagli italiani. Lo sanno bene allenatori come Papadopulo, Gasperini, Moriero; giocatori come Mirante, Gastaldello, Juric, Ghezzal, Jeda, Sculli e tanti, tanti altri, che non basterebbero diversi articoli per citarli tutti.

I risultati da sogno maturati a tre giornate dal triplice fischio della “regular season” cadetta, non devono però trarre in inganno: l’anno scorso fu una cavalcata favolosa, ma altrettanto rischiosa e complicata, a Crotone lo riconoscono tutti e tutti hanno stretto i denti per ottenere quella prodigiosa promozione che ha ridato ossigeno, ulteriore maturità e convinzione dei propri mezzi e che ha preparato a questa che potrebbe caratterizzarsi come la stagione regina nella storia dello sport Pitagorico. Una ricetta facile da cucinare col “senno del poi” e conoscendone gli ingredienti segreti, ma che sembra difficilmente imitabile nel panorama calcistico nazionale, dove le spesi folli la fanno da padrone. Un successo da ricercare nella gestione familiare, nella lavoro e nell’abnegazione ad oltranza di tutto lo staff a prescindere dai ruoli, nell’oculatezza sui bilanci, nello scoprire talenti, nel rilanciare vecchie glorie.

Una fresca popolarità che ha posto le basi e trovato respiro negli sportivi e negli addetti ai lavori locali che spesso hanno protetto, coccolato e aiutato con grande lealtà e fiducia, tutti i sacrifici perpetuati dal sodalizio RossoBlù. Solo dopo aver sottolineato il tutto si può affermare che non c’è storia; anzi ogni volta è sempre la stessa storia: il Crotone è lì a un solo punto dai Play-Off con un calendario che sembra parlare l’idioma calabrese: Mantova e Ascoli all’Ezio Scida, separate dal match clou del Tombolato contro il Cittadella e la mente va proprio alla gara di andata del 5 gennaio, quando addirittura in inferiorità numerica, dopo un rigore fallito da Morleo, Mendicino al 95° minuto, siglò una rete da capogiro per un pareggio quasi anonimo, ma che lascia intendere la tenacia e la voglia di non mollare degli Squali e che ora è divenuto di strepitosa attualità e soprattutto importanza. Come dire.. comunque vada è stato ugualmente un successone.

Se poi il Crotone dovesse vincerle tutte, sarebbe matematicamente nella lotteria che conta per raggiungere la Serie A, che solo a pronunciarla mette i brividi per davvero. Ma potrebbe persino bastare il pareggio contro i Granata allenati da Foscarini, visto che lo stesso Cittadella dovrà poi far visita al Torino nell’ultima di campionato, con la squadra del presidente Cairo ad inseguire i punti per sistemarsi nei migliori dei modi nella griglia Play-Off. Fa riflettere come il Crotone, fra i diversi passi falsi, abbia pareggiato a Lecce centrando 3 legni e sciupando altre 3 nitide occasioni da rete; pareggiato contro il Brescia divorandosi, in una partita sonnolenta, il rigore della vittoria; perso allo Scida gare “innocue” contro Vicenza ed Albinoleffe e dulcis in fundo, abbia persino 2 punti di penalizzazione. A pensare dove si sarebbe potuto trovare adesso con un pizzico di fortuna in più, vengono le traveggole.

Il silenzio.. dicevamo, il silenzio di molti addetti ai lavori, ha fatto il solito gioco del Crotone. Squadra che da sempre si diverte a far chiacchierare le blasonate e che da diverse stagioni vince.. mentre le altre inciampano ed alla fine si ritrova sempre li, guastafeste per tutte, a incutere timore ed incredulità in chi lotta per qualcosa di importante. Più che Squali.. nello Ionio sembrano esserci i Pirati! Eppure nella provincia RossoBlù, autentico faro calabrese, continuano a toccare ferro ed a viaggiare con la solita, massima umiltà. Alle avversarie è imposta solo una riflessione: i Play-Off sono li ad un passo, una lotteria cinica e spietata, dove i valori si azzerano e contano nervi saldi come l’acciaio ed una ottima tenuta atletica per sopportare i primi caldi estivi. Ed i Pitagorici zitti-zitti sanno di avere esperienza da vendere in quelle circostanze..

È strano, ma vero: è proprio in punta di piedi che si balla lo “Schiaccianoci”!

Andrea De Marco – www.calciopress.net

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