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Milan_leonardo_AncelottiForse prima di trovare un nuovo allenatore, il Milan dovrebbe ritrovare se stesso ed il suo equilibrio che, negli anni, ha portato trofei e soddisfazioni per i propri tifosi. La scommessa di inizio stagione dell’entourage rossonero, nella scelta di Leonardo alla guida tecnica della squadra, aveva fatto storcere il naso a coloro che in questi anni si sono affinati il palato del calcio brillante che il Milan ha saputo produrre. La partenza stentata e alcune scelte tecniche di Leonardo avevano consolidato quella diffidenza, nata e vissuta sulle tribune di San Siro. Successivamente, il Milan , ha iniziato ad offrire ai propri sostenitori ottime prestazioni, tanto da far ricredere quanti non avevano creduto in questo progetto.

Ad un certo punto del campionato, Leonardo e la squadra, sono arrivati a giocarsi il primato in classifica al pari della Roma e della capolista Inter. Il gioco della squadra rossonera è stato definito in tanti modi, compreso 4-2 e fantasia, che tanto ha fatto sorridere Leonardo. Poi l’evento che a mio personale parere ha cambiato le carte in tavola: l’infortunio di Pato. Leonardo si è visto privato del finalizzatore principe, nonché di quella verve che solo l’età del brasiliano riusciva a dare in una squadra datata e stanca.

Per il possibile il tecnico rossonero si era attrezzato, per il miracolo abbiate pazienza. Leonardo ha saputo serrare i ranghi, riadattando un organico alquanto povero di vere alternative, per raggiungere il traguardo massimo che questo tipo di collettivo potesse raggiungere. Tramutato in termini spiccioli, o di classifica: il terzo posto.  Un obiettivo raggiunto dai rossoneri con una gara di anticipo, non senza patemi d’animo, ma acquisito sul campo.

Questo non ha soddisfatto quei tifosi raffinati e nemmeno la dirigenza, sempre proiettata verso i traguardi maggiori, ma che negli ultimi anni ha cambiato politica, guardando (giustamente) a far quadrare i bilanci. E chi meglio del presidente può far questo? In questo ordine di cose è però plausibile accettare il fatto che il raggiungimento degli obiettivi prefissati possa venire meno, e che la legge del Dio danaro, fatto di investimenti, ancora conti molto nel calcio.

Leonardo non ha mai lamentato mancanze o di non avere a disposizione un gruppo valido. Non si è mai nascosto dietro lo stillicidio di infortuni che hanno interessato i giocatori rossoneri. Ha sempre sostenuto i propri ragazzi, mettendosi in prima fila sulla gogna mediatica, accettando critiche e rispondendo alle accuse con il suo solito comportamento signorile, accompagnato da un lessico perfetto a cui suoi colleghi italiani sono poco avvezzi.

Leonardo ha saputo conquistare tutti, anche quelle radio e televisioni che oggi si danno battaglia per ragioni di campanilismo, ma che convergono all’unisono sulla valutazione dell’allenatore e soprattutto della persona. Togliere al Milan la guida tecnica di Leonardo potrebbe risultare esiziale per una squadra che prima di guardare ad un eventuale nuovo tecnico, dovrebbe guardarsi dentro e tentare di rinnovarsi.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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