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Sergio Mutolo

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Carabinieri 2Il calcio italiano è arrivato a un punto di non ritorno, in tema di sicurezza? Parrebbe di si, almeno a leggere la motivazione con la quale il Casms, in conformità alle determinazioni assunte dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive insediato presso il Viminale, ha deciso che due partite di serie A saranno anticipate a sabato 15 maggio. Si tratta di Milan-Juventus e Lazio-Udinese.

Una deliberazione presa per consentire “una migliore gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica e permettere i festeggiamenti che la tifoseria della squadra che si aggiudicherà il titolo di campione d’Italia effettuerà a Milano o Roma”.

Una deriva infinita. Nel calcio del Belpaese, sport nazional-popolare per eccellenza e fil rouge della storia italiana, tutto ormai viene considerato a rischio e dunque meritevole di controlli di polizia. Una presa di posizione che sta assestando gli ultimi colpi di maglio a un sistema già in stato precomatoso.

Sorprende il silenzio dei club (molti dei quali economicamente allo sbando) di fronte a decisioni che penalizzano soprattutto i tifosi, ultimi baluardi di un calcio del quale sono i fruitori primari e la cui tolleranza è messa sempre più a dura prova. La desertificazione degli stadi ne è la prova provata.

Di fronte a certe decisioni cervellotiche, per le quali anche la festa scudetto diventa un grave problema di ordine pubblico, nessuno chiede alle società di adeguarsi al motto inciso sulla spada di Robin Hood ( “Ribellarsi e ribellarsi ancora, finchè gli agnelli non diventeranno leoni”). Ma certo un po’ di civile contestazione da parte dei presidenti a questo tipo di delibere sarebbe ben accetta, perché a forza di tirarla la corda finisce per spezzarsi.

Meglio, allora, i politici di Genova che si stanno dimostrando solidali con le tifoserie delle due squadre cittadine Genoa e Sampdoria. Dopo il sindaco, sceso in campo a gamba tesa contro la Tessera del tifoso, tocca adesso al presidente del Consiglio Comunale. Giorgio Guerello, infatti, si lancia in un duro attacco all’ondivago Ministro dell’Interno Roberto Maroni, e parla di “danno d’immagine ingiustificato subito dalla città” dopo la disputa di Genoa-Milan a porte chiuse.

Vorremmo ricordare a chi siede nelle stanze dei bottoni come non ci sia niente di peggio, nella vita, che avere paura della propria paura.   

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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