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CalciomercatoLo stato di crisi in cui versano la serie B, la Prima Divisione e la Seconda Divisione di Lega Pro è palese. A questo proposito il Consiglio federale che si è svolto il 14 maggio, centrato sul sistema delle licenze nazionali, ha chiarito che l’indirizzo è quello di rafforzare le garanzie che le società professionistiche dovranno prestare in sede di iscrizione.

Il sistema delle licenze nazionali dovrà entrare in vigore già dalla prossima stagione sportiva, in base allo Statuto federale. Pertanto sarà portato all’approvazione del prossimo Consiglio Federale in calendario per il 25 maggio.

I meccanismi necessari per centrare l’obiettivo sono stati illustrati in conferenza stampa dal presidente della Figc, Giancarlo Abete. Consistono sinteticamte in cinque punti:
1.
fidejussioni di importo differenziato per le società di serie B (1 milione di euro), di Prima Divisione (400mila euro) e di Seconda Divisione (200mila euro);
2.
intensificazione dei controlli da parte della Covisoc;
3.
crescita dei punti di penalizzazione in classifica per il mancato pagamento degli stipendi fino al periodo di novembre-dicembre;
4. apertura da parte dei club di un
conto corrente dedicato, sul quale operare in via esclusiva per il rispetto degli impegni economici verso tesserati e dipendenti;
5. per la serie B, dal 2011-2012,
ripristino dei parametri esistenti prima della nascita del budget.

Sull’argomento è intervenuto anche il vice-presidente della Federcalcio e presidente della Lega Pro Mario Macalli, nel corso di un’intervista riportata il 15 maggio su Datasport da Guido Ferraro (la potete leggere integralmente cliccando QUI, ndr). Il massimo dirigente della terza e quarta serie nazionale è intervenuto innanzitutto sulla controversa materia dei ripescaggi. Sulla questione ha chiarito alcuni aspetti:
a) c’è stato da parte della Federazione un orientamento a non procedere ai ripescaggi;
b) nell’ultimo consiglio Federale è emerso che
la serie B non intende ridurre il numero di squadre;
c) la Lega Pro ha un format che prevede 5 gironi a 18 squadre per girone e quindi 90 squadre: non effettuare i ripescaggi ridurrebbe il numero delle squadre per ogni girone sempre in 5 gironi, con un minimo di almeno 16 squadre per girone e quindi con l’eventuale passaggio a 80 squadre.
d) ridurre di così poche società la Lega Pro non risolve i problemi del calcio italiano;
e) i ripescaggi si possono fare, anzi si debbono fare, ricorrendo a un escamotage ovvero fissando un costo di entrata di 300mila euro a fondo perduto a favore della Lega (che deciderà poi come utilizzarlo al meglio).

Macalli ha detto la sua anche sulle fideiussioni e ha sostenuto che si può tornare a ripristinarle. Tuttavia è molto più utile introdurre obbligatoriamente un conto corrente dedicato dove far passare tutti i bonifici delle società (per i versamenti Irpef e fondo fine carriera) in modo da poterlo controllare con periodicità almeno bimestrale. Chi non è in regola prenderà subito dei punti di penalità.

Non resta che aspettare il 25 maggio, con le scadenze federali in materia di iscrizione che incomberanno a partire dal 30 giugno, per capire come tutti questi nodi potranno essere sciolti.

Essemme – www.calciopress.net

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