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Sergio Mutolo

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Bologna_Francesca_MenariniSe in serie B e in Lega Pro (Prima Divisione e Seconda Divisione) si moltiplicano gli allarmi sullo stato di salute dei club – proprio ieri il Perugia (girone A della terza serie nazionale) è stato dichiarato fallito  la serie A sembrava immune dalle crisi finanziarie a ripetizione che stanno investendo il calcio italiano. Ricordiamo che,  finora, un solo club di massima serie è saltato in Europa (la squadra belga del Royal Mouscron).

Il fatto è che le cose non stanno così e anche nella massima serie nazionale il vaso di Pandora si sta per scoperchiare. A Bologna (nella foto: il presidente Francesca Menarini) la situazione è critica, forse caotica. La società felsinea è in crisi di liquidità e sta disperatamente cercando dei compratori, senza contare il deferimento deciso dalla Procura federale per i contatti con Luciano Moggi. Il direttore generale Baraldi si è dimesso “in considerazione della mancata approvazione del piano industriale”.

I problemi di liquidità sono talmente gravi che la società dei Menarini non riesce a pagare gli stipendi ai giocatori, un’eventualità che in serie A non si era verificata ultimamente (specie dopo le ricche iniezioni di danaro fresco grazie ai diritti televisivi delle pay tv). Le spettanze di febbraio, marzo e aprile non sono state liquidate. Si parla di oltre 9 milioni di euro, considerato il contemporaneo versamento dei contributi Enpals e dell’Irpef.

Per potersi iscrivere al prossimo campionato il Bologna dovrà completare, entro la data perentoria del 30 giugno, i pagamenti a tesserati e dipendenti per risultare in regola con stipendi e contributi fino a tutto aprile. Questo stando alle vecchie norme federali. A meno che il Consiglio della Figc in programma il 25 maggio non ne ufficializzerà di nuove in rapporto all’entrata in vigore del sistema delle licenze nazionali la cui introduzione è obbligatoriamente prevista dal nuovo statuto a partire dalla prossima stagione. Per saldare le pendenze di maggio e giugno c’è tempo, invece, fino al mese di agosto. Preoccupa la circostanza che non sono solo i giocatori (e i dipendenti) a vantare crediti on il club, visto che anche i pagamenti verso alcuni fornitori starebbero pericolosamente lievitando.

Qualcuno sostiene che sarebbe possibile una deroga dei pagamenti, facendoli slittare alla prima decade di luglio. A parte il fatto che in questa materia vige la perentorietà delle norme federali, ciò comporterebbe comunque una penalizzazione in classifica da scontare nel prossimo campionato.

Il Bologna replica a queste notizie, che ingenerano nei tifosi un crescente allarme sull’iscrizione al torneo 2010-2011, con uno scarno comunicato che compare sul sito web della società nel quale si garantisce che “le spettanze dei giocatori verranno liquidate entro e non oltre il prossimo giugno e che non è assolutamente in dubbio l’ iscrizione del club al campionato”.

Staremo a vedere se si tratta di un caso isolato per la serie A o della punta di un iceberg. Certamente, per i tifosi del Bologna come per tutto il resto del calcio italiano, mala tempora currunt. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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