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Cavese_SchetterDieci giorni fa la cessione del titolo sportivo al sindaco Marco Galdi. Poi nulla di concreto è venuto fuori. Sono giorni di incertezza tra i tifosi che aspettano di sapere quale sarà il destino della propria squadra del cuore… e se ci sarà. Il primo cittadino ha più volte ribadito di aver stretto contatti con imprenditori seri e seriamente interessati all’acquisto del titolo, senza però farne mai i nomi. Quel che emerge è l’idea condivisa da tutti: il titolo sì, il debito no. Nessuno vuole accollarsi un passivo di cui non si è responsabili e che potrebbe incidere pesantemente sulla programmazione per la prossima stagione. Ecco perché, per sbloccare le trattative, il sindaco ha invitato la vecchia dirigenza a trovare una soluzione liberando il titolo sportivo dalla zavorra costituita soprattutto da obblighi fiscali e spettanze nei confronti dei calciatori. Fariello & co. si affideranno all’esperienza dell’avvocato Eduardo Chiacchio che si è autodichiarato “avvocato storico” della Cavese. Si spera in una risoluzione in tempi brevi.

Nel silenzio di questi giorni le solite indiscrezioni, alcune confermate, altre meno, hanno fatto la parte del leone. Un breve excursus di quanti, a torto o a ragione, sono stati accostati alla Cavese:

Giuseppe De Marinis: l’amministratore unico di Mexoil aveva già da tempo manifestato interesse, entrando in contatto già con la vecchia proprietà. Le condizioni da lui poste per l’acquisto del titolo, una volta visualizzati i libri contabili, sono le stesse poste ormai un mese fa: rilevare il titolo a un certo prezzo ma acquisendo una società pulita dei suoi debiti. L’intenzione dell’imprenditore nocerino era quella di programmare una stagione quantomeno tranquilla e con un buon margine di tempo a disposizione, perciò cercò di ottenere risposte entro il 30 Aprile. Richiesta caduta nel vuoto. Ora smentisce le cifre del deficit (1,7 milioni contro gli 1,1 annunciati da Della Monica) ma col sindaco nemmeno un incontro.

Vito Marchesano: avvocato di Eboli, già presidente del primo Sapri di Sergio Fortunato; avrebbe organizzato una cordata (proprio insieme a Fortunato) per rilevare la Cavese e l’appartenenza politica comune a quella del sindaco di Cava faceva salire le quotazioni della sua candidatura. Candidatura “mediatica” durata però appena un pomeriggio, vista la smentita del diretto interessato, che sarebbe invece parte di un gruppo interessato alla Salernitana.

Mario Nusco: presidente dell’omonima azienda produttrice di infissi, il suo nome ha iniziato a circolare qualche giorno fa e la trattativa era data in buono stato di avanzamento. Nusco tentò nella scorsa estate di acquistare il già fallito Avellino ma fu scalzato dall’attuale proprietà irpina e starebbe covando l’idea di tornare a far calcio dopo alcune stagioni da presidente del Nola nei primi anni ’90. Mentre Galdi continua a professare il silenzio, Nusco nel silenzio ci si è immerso, visto che non si rende reperibile, ma ci sono buone possibilità che sia lui l’indiziato principale.

Imprenditori cavesi*: lo storico allenatore della B, Rino Santin, già testimonial d’eccezione dell’iniziativa di azionariato popolare “Sogno Cavese”, stava radunando un gruppetto di imprenditori locali, tra cui il figlio di Guerino Amato (presidente della Cavese in B) e la famiglia Sorrentino. La cosa potrebbe concretizzarsi solo per una collaborazione con un proprietario di maggioranza da affiancare.

* Riceviamo dal signor Maurizio Alfieri la seguente rettifica con richiesta di pubblicazione: “Rino Santin è il testimonial di Sogno Cavese, ma non ha mai contattato nessun imprenditore per affiancare chissà chi. Vi preghiamo di riportare notizie certe. Abbiamo un sito che è il canale ufficiale dell’iniziativa. Fateci lavorare e lavoriamo insieme per il bene della Cavese”.

Davide Lamberti www.calciopress.net

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