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Napoli_MazzarriUna campagna acquisti faraonica. L’arrivo di giocatori del calibro di Quagliarella, del “professore”  Cigarini (così definito da un certo Prandelli, neo CT della nazionale, e ritenuto il nuovo Pirlo), di Zuniga (messosi in luce nel campionato 2008/09 con la maglia del Siena), del roccioso difensore Campagnaro, di Hoffer (astro nascente del calcio austriaco), nonché di De Sanctis (portiere nel giro della nazionale campione del mondo). Un avvio di stagione scoppiettante (3-0 rifilato alla Salernitana). Insomma, le premesse per una stagione da protagonista assoluta sembravano in netta ascesa.

Con l’inizio del campionato, però, tutto smentito. Appena un mese e tanto denaro cash, e soprattutto tanti sogni e speranze, sembravano svaniti nel nulla. Il 28 settembre 2009 il Dg Marino, l’uomo della rinascita, veniva sollevato dall’incarico. Stessa sorte la settimana successiva per l’allenatore Donadoni, reo di aver colto appena sette punti in sette turni. La guida tecnica affidata a Walter Mazzarri, l’artefice della storica salvezza della Reggina nel dopo-calciopoli (pur con una penalizzazione di 15 punti, ridotta poi a 11).

Il nuovo tecnico esordisce sulla panchina azzurra il 18 ottobre 2009 nella partita giocata al San Paolo contro il Bologna e vinta per 2-1 con una rete siglata nei minuti finali, dopo che i partenopei si erano inizialmente ritrovati in svantaggio. Nel turno successivo gli azzurri passano in casa della Fiorentina grazie a un altro gol nei minuti finali della gara, interrompendo un digiuno di vittorie esterne che durava da un anno esatto. Dopo un 2-2 in doppia rimonta contro il Milan al San Paolo (ancora una volta nell’ormai “zona Mazzarri”), si arriva al 31.10.2009. Una data che per tanti tifosi azzurri rimarrà impressa indelebilmente nella memoria: il Napoli espugna l’Olimpico di Torino dopo 21 anni e batte per 3-2 la Juventus dopo un parziale di 2-0 per la Vecchia Signora.

Sono bastate poche partite per esaltare le doti del tecnico livornese, il quale è riuscito in pochi settimane a ridare credito a un ambiente sfiduciato. Superlativa la sua capacità di dare un’identità, creare un vero gruppo, rispolverare giocatori che avevano smarrito la voglia di lottare. E se alcuni giocatori tanto demotivati sono stati in grado di capovolgere le critiche è tutto merito del “Mago” Mazzarri, che ha fatto della coesione del gruppo il vero punto di forza della squadra. In tal senso, è giusto dare risalto alla brillante stagione disputata dai vari Pazienza, Grava, Cannavaro. Senza scordare l’abnegazione di Zuniga, che esterno destro puro è stato costretto in più di un’occasione a dover far fronte all’emergenza della corsia mancina, e di Campagnaro, bravo a giocare con buoni risultati ovunque il mister abbia avuto la necessità di schierarlo. Tutto merito del tecnico se la squadra è riuscita ad incarnare perfettamente lo spirito combattivo.

Solo il periodo di flessione tra il 7 febbraio (sconfitta a Udine per 3-1) e il 25 marzo (ritorno alla vittoria contro la Juve al San Paolo per 3-1) ha impedito al tecnico di riportare gli azzurri nell’Europa che conta. Purtroppo sono stati fatali la poca lucidità degli attaccanti, incapaci di finalizzare le numerose palle-gol costruite dalla squadra, e i numerosi torti arbitrali subiti.

Non c’è tempo per leccarsi le ferite. Terminato il lavoro svolto sul campo da Mazzarri inizia ora quello del diesse Bigon, che ha tutta l’intenzione di accontentare il suo mister e regalargli un attaccante da 20 gol a stagione. A giudicare dai nomi che circolano, i tifosi hanno già l’acquolina in bocca: Toni, Gilardino, Pazzini, Fred, Vagner Love.A questo punto la palla passa al presidente De Laurentiis, per dare continuità a un sogno nel quale i tifosi partenopei vogliono entrare a tutti i costi.

Domenico Cappa – www.calciopress.net

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