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nicolas_sarkozy_francia_apBrucia ancora l’umiliante sconfitta che il calcio italiano ha subito a Ginevra, superata nella graduatoria per l’assegnazione di Euro 2016 dalla Francia ma anche dalla Turchia.

Alcuni l’hanno elaborata e se la sono già buttata dietro le spalle. Per altri i motivi di riflessione non mancano. E’ il caso di Demetrio Albertini, vicepresidente Figc e uomo di calcio, il quale si rende conto che il calcio italiano adesso rischia davvero il declino.

Anche una (improbabile) vittoria al Mondiale di Sudafrica 2010 potrebbe non bastare per tenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti. Ne è ben consapevole Albertini: “Non illudiamoci, il nostro calcio non lo può salvare Marcello Lippi. Il risultato sportivo non potrebbe risolvere i nostri problemi. Soprattutto quello che è vitale per il nostro calcio: gli impianti”.

Albertini mette il dito nella piaga. Il vero problema del sistema calcio in Italia è quello degli impianti, obsoleti e anche pericolosi. La legge per la costruzione dei nuovi stadi si è impantanata da un anno tra Senato e Camera. L’Italia a Ginevra era rappresentata dal sottosegretario Rocco Crimi, di fatto abbandonato al suo destino dal governo. Forse la Figc, di fronte a questa smaccata disattenzione, avrebbe fatto meglio a ritirare la sua candidatura. La stilettata al mondo politico italiano non si fa attendere.

Albertini è rimasto a bocca aperta davanti a Sarkozy: “Proprio così, io sono rimasto incantato dal suo discorso e se avessi potuto avrei votato per la Francia. Ha parlato da vero capo di Stato quando ha spiegato che gli Europei sono un’opportunità per uscire dalla crisi economica e un’eredità da lasciare alle generazioni future. Gli stadi sono una necessità vitale, non solo economica ma soprattutto sociale. Sarkozy l’ha capito”.

E’ il secondo europeo di fila perso dall’Italia, dopo Euro 2012 è toccato a Euro 2016. Il nostro calcio in tutti questi anni, a dispetto delle batoste subite e delle sconfitte incassate, non ha ancora imparato a camminare da solo. Albertini parla di superficialità: “L’Europeo era un’opportunità unica, ma è anche vero che siamo troppo pressappochisti. Dobbiamo darci da fare in fretta, altrimenti stavolta rischiamo di restare tagliati fuori dal resto d’Europa”. 

So. Gian. – www.calciopress.net

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