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Non è questo il momento dei processi e dei perché. La Nazionale non ha disputato due gare convincenti, è indubbio, ma nulla è perduto. La partita con la Slovacchia dirà se Lippi ha sbagliato nelle sue scelte, o meno. Si dirà che si è chiesto a Marchisio di fare il Perrotta (allora perché non portarsi direttamente l’originale). Tornerà di moda il tormentone Cassano (auguri al neo sposo), con l’aggiunta dei tanti che avrebbero visto di buon occhio le convocazioni di Totti e Balotelli.

Si imprecherà alla sfortuna che ha visto infortunati prima Chiellini, Pirlo poi e Buffon in ultimo. Si dirà che il modulo adottato da Lippi non era ideale per una squadra già in difficoltà in zona gol. Si punterà il dito contro i tanti giocatori della Juventus convocati da Lippi, e provenienti da un campionato disastroso. Ci si chiederà del perché la seconda squadra d’Italia ha solamente un convocato. Ci sarà anche chi imprecherà contro l’Inter, per non annoverare nelle proprie fila giocatori italiani da fornire in chiave azzurra.

Processi del lunedì, appelli del martedì e Assise il giovedì, tenteranno di spiegare ai tifosi, delusi, cosa non ha funzionato e cosa si poteva fare. Processi che inevitabilmente riguarderanno i giocatori, ma soprattutto lui, il condottiero viareggino, all’ultima esperienza con la Nazionale.

Ci saranno e si faranno. Ma il presente dice che l’Italia è ancora in corsa in un Mondiale che non sta certamente regalando soddisfazioni a formazioni, che si erano presentati in Sudafrica con ben altro piglio, e che oggi si ritrovano a fare i conti con risultati a dir poco deludenti. Francia, Inghilterra e Spagna non possono dirsi immuni da un torneo che sta delegittimando le grandi del calcio europeo.

Siamo davanti ad un Mondiale assai strano, dove ci si attendeva una squadra africana quale outsider, ed invece neanche l’ombra. Si aspettavano i “Leoni” d’Inghilterra, con a capo il sergente di ferro, Capello, ma anche i britannici sembrano essersi persi in questo Mondiale particolare. Della Francia, diciamocelo tra noi, ce lo aspettavamo, o meglio lo speravamo, un po’ per rivalità e un po’ perché Domenech non lo abbiamo mai digerito. Da chi non ci aspettavamo la debacle invece era dalle “Furie rosse” della Spagna, accreditati dai media quale possibile finalista.

Insomma un Mondiale sino ad ora magro per le squadre di blasone. Lo stesso Brasile non ha dimostrato grande gioco. L’unica formazione che in qualche modo ha fornito prestazioni convincenti è l’Argentina di Maradona. Il tempo dei processi arriverà, speriamo il più tardi possibile magari. Non è ancora giunta l’ora dei processi, ma quella delle riflessioni, sicuramente si.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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