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Sergio Mutolo

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L’Hellas, dopo aver smaltito la doppia delusione delle sconfitte subite nell’ultima di campionato al Bentegodi con il Portogruaro e nella doppia finale playoff con il Pescara, cerca di ripartire con il piede giusto alla vigilia del quarto campionato in terza serie nazionale.

Il presidente Martinelli ha scelto il nuovo allenatore, Giuseppe Giannini (nella foto), che raccoglie il testimone dall’esonerato Remondina e dal mister “a tempo” Vavassori rimasto sulla panchina scaligera solo per le quattro gare degli spareggi-promozione).

Il Principe ha avuto finora una carriera piuttosto tribolata come tecnico, dopo aver dato grande prova delle sue qualità come giocatore nelle file della Roma.

Inizia ad allenare in serie C1 a Foggia, nella stagione 2004-2005, ma viene esonerato dopo 17 partite. L’anno dopo ancora C1 (stavolta alla Sambenedettese) e ancora un esonero (solo 6 panchine). Nel 2007-2008 il passaggio alla Massese, sempre in C1, dove resta coinvolto nelle turbolente vicende societarie culminate nella cancellazione dal calcio professionistico del club bianconero. A seguito di scontri ripetuti con la dirigenza, l’ex giallorosso si dimette alla diciottesima giornata.

Il salto di qualità avviene nel 2009-2010, quando arriva l’incarico per allenare in Prima Divisione di Lega Pro il Gallipoli del presidente Barba (squadra con ambizioni di salita in cadetteria). Al quinto tentativo in terza serie, Giannini riesce a centrare il doppio obiettivo di concludere finalmente un campionato in panchina e ottenere una fantastica promozione in serie B.

Il resto è storia recente. La serie B sulla panchina del Gallipoli, che avrebbe dovuto rappresentare per Giannini il definitivo trampolino di lancio, si trasforma in una specie di via crucis contrassegnata da traversie societarie crescenti e dalle (doppie) dimissioni per incompatibilità con il presidente D’Odorico. La squadra giallorossa retrocede al termine della stagione in Lega Pro e, con tutta probabilità, si avvia ad essere definitivamente cancellata dal calcio professionistico.

L’arrivo a Verona sponda Hellas, piazza calcisticamente caldissima (come confermano i 25mila spettatori presenti al Bentegodi nella gara con il Portogruaro) e blasonata, rappresenta per Ginnini un’occasione irripetibile per sgombrare il campo da un passato piuttosto opaco finora (salvo la bella parentesi della prima stagione a Gallipoli) e per dimostrare fino in fondo tutte le sue potenzialità. Ben sapendo che, a questi livelli e considerate le aspettative del contesto, è assolutamente vietato sbagliare. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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