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Il Mondiale in Sudafrica non è nato sotto una buona stella per l’Italia. Dopo la vergognosa eliminazione della Nazionale azzurra guidata in panchina dall’ex-spocchioso Lippi e nella stanza dei bottoni dal non dimissionario Abete, tocca stasera all’arbitro Roberto Rosetti completare la frittata.

Il direttore di gara italiano era stato già duramente contestato in occasione di Australia-Ghana, quando non aveva concesso al 2’ un rigore all’Australia (che avrebbe potuto incanalare in modo tutto diverso la partita) e poi non aveva sanzionato il con il cartellino rosso un’entrata violenta del centrale ghanese Addy (che soltanto per lui era stata meritevole di un giallo).

La contestazione dei “canguri” era scoppiata tuttavia per un episodio avvenuto al 26’. Con l’Australia in vantaggio di una rete, Rosetti aveva reputa volontario un tocco di braccio dell’australiano Kewell sulla linea, optando per rigore ed espulsione. Ghana in vantaggio con l’undici messo in campo da mister Verbeek, ridotto in dieci, decisamente nel pallone.

”Rosetti ha ucciso il mio Mondiale”. Questa la pesante accusa lanciata a fine gara da Harry Kewell, il giocatore dell’Australia espulso dall’arbitro italiano. ”A meno di staccarmi il braccio, non c’era modo di spostarlo. Non volevo colpire la palla con la mano, ho cercato di usare il petto. Ma l’arbitro l’ha vista in un altro modo e probabilmente è l’unico ad averla vista così”. 

Stasera in Argentina-Messico (3-1 il risultato finale) il buon Rosetti, con la complicità di Ayroldi, ha pensato bene di “raddoppiare” grazie a una topica che resterà nella storia esattamente come l’eliminazione dell’Italia da parte della Slovacchia. Ha infatti concesso alla squadra di Maradona la rete del vantaggio iniziale, ottenuto grazie a una rete segnata da Tevez al 25’ del primo tempo in clamoroso fuorigioco. Una decisione che ha incanalato le sorti della gara in favore degli argentini.

Un errore imperdonabile in un Mondiale, che ha tagliato le gambe al Messico a prescindere dalla superiorità tecnica dimostrato dall’Argentina che non ha certo bisogno di questo tipo di aiuto. La rabbia dei messicani verso la topica arbitrale, a fine gara, è più che giustificata.

Il calcio italiano, tra delusioni sul campo e gravi insufficienze arbitrali,  torna dal Sudafrica con le ossa rotte e la coda tra le gambe. 

So. Gian.- www.calciopress.net

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